Hangover

«La storia dei “ragazzi difficili” di oggi»

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Hangover: ovvero un terribile cerchio che stringe la testa fino a farle pulsare le tempie, fino a farle martellare e scoppiare […]. Capita, come ci spiega Zeno, «dopo che ti sei distrutto con l’alcool». Zeno vive a Verona, con i suoi «fratellini»: Lisa, Matteo e Giorgia. Sono i quattro protagonisti «belli e dannati» di questo crudo romanzo d’esordio di Eva Zambon. La loro è la vita che ci si può aspettare dai ventenni di qualsiasi provincia italiana, quegli stessi di cui si può leggere, ogni giorno, sulla cronaca nera di ogni quotidiano italiano: quelli che un sabato notte vanno a finire al di là di un guard-rail, con la Saab di papà, dopo l’ennesimo «sballo», alle sei del mattino.
Sono seguaci del trip, della marja, delle pasticche, dell’E – che sta per ecstasy, non euro: perché loro, ai soldi, non danno alcun valore, nessuna importanza, li bruciano per macinare 200 km in macchina e raggiungere un rave. Ascoltano Moby, Nirvana, Chemical Brothers, Prodigy, Blur; visitano Napster e scaricano quintali di byte su CD; vestono magliette strette su pantaloni larghi, tute da ginnastica e giacchini da neve dai mille colori fosforescenti; vanno per strada con gli occhi di fuori, di lupi magri, affamati […]. E sono una tribù: si fanno il piercing sulla lingua, si tatuano enormi draghi volanti sulla schiena; guardano MTV (qualcuno di loro può vantarsi persino d’aver visto 14 volte Trainspotting!); perdono la vista, appena possono, davanti alla Playstation, godono bevendo litri su litri di birra davanti alle facce buffe e animate di Homer, Burt & Lisa Simpson […]. E ballano ballano ballano: consumano anche l’ultima goccia del loro giovane sangue pur di ballare fino all’alba.
Troppo spesso brevettati come «ragazzi difficili» – fragili, viziati, strafottenti, che non sanno cosa vogliono, che non hanno alcun valore, che non sanno mai che fare – questi figli degli anni Novanta esprimono una distruttività che è consapevole rifiuto del mondo a cui li hanno destinati i loro padri: scuola-università-lavoro-carriera-famiglia-pensione-vecchiaia-morte. La loro forza è l’unione; si confondono l’uno con l’altro, si sostengono l’un l’altro, si amano l’un l’altro: sono fratelli, e tutti sono orfani, figli che non hanno più bisogno di credere che questo sia il mondo migliore. Comunque, ci dicono, non l’hanno fatto loro […].


Un assaggio

Mi pare che si stia sciogliendo. Capisci le parole di questa canzone? le chiedo. Lei scrolla la testa come una bambina. Ascolta cosa dice:

Non sono come loro,

I’m not like them

ma posso fingere

But I can pretend

Il sole è tramontato, ma ho ancora una luce. Il giorno è passato, ma mi sto divertendo. Credo di essere stupido, o forse solo felice.

Lisa mi ascolta assorta.

My heart is broke

che significa: il mio cuore è spezzato

But I bave some glue

ma ho un po’ di colla… colla capisci… un tipo di droga

Help me inhale

aiutami a inalare

e lo cureremo assieme… il cuore spezzato… lo cureremo assieme.

We’ll float around and bang out on clouds

galleggeremo nell’aria e ci aggrapperemo alle nuvole… poi torneremo giù e avremo un…

Hangover

Hangover? Ripete lei aspirando troppo l’acca. Sì, un terribile mal di testa dopo che ti sei distrutto con l’alcool. Proprio come io adesso. La guardo negli occhi e vedo le sue guance scaldarsi e poi in un attimo si tuffa sulle mia bocca e mi bacia, dimenticando che doveva vendicarsi.

ISBN: 88-87423-72-5
PAGINE: 168
ANNO: 2002
COLLANA: Vox
TEMA: Plebi e moltitudini
Autore

Eva Zambon

Eva Zambon, nata nel 1974, originaria di Schio. Vive e lavora come operaia a Vicenza. Questo è il suo primo romanzo.

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