Ichigo ichie

«Una riflessione umana e politica sulle diversità culturali tra Oriente e Occidente»

Ichigo ichie

Ogni incontro è irripetibile

Ichigo ichie
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Ichigo ichie è la storia di un grande amore tra un uomo giapponese e una donna americana che si svolge tra le due sponde dell’Oceano pacifico, a cavallo tra il Ventesimo e il Ventunesimo secolo.
Dai terribili bombardamenti di Osaka poche ore prima della resa giapponese nella Seconda guerra mondiale fino agli attentati dell’11 settembre 2001, passando attraverso la guerra in Vietnam e i movimenti per la pace, l’autore trasforma il proprio pensiero sulla guerra e sull’umanità in un romanzo dall’intreccio appassionante.
Una narrazione che si rivela una vera e propria riflessione politica sulle diversità culturali tra Oriente e Occidente; le esperienze dei sopravvissuti ai bombardamenti di Osaka negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale; l’assistenza offerta da molti giapponesi ai disertori americani fuggiti dalle basi militari per non andare a morire in Vietnam.
Ichigo ichie traduce l’espressione «ogni incontro è irripetibile», vero e proprio filo conduttore di questo romanzo i cui protagonisti si muovono lungo le frontiere delle rispettive culture alla ricerca di relazioni che sono la continua testimonianza di un ostinato impegno civile contro ogni tipo di guerra e di militarismo.


Un assaggio

«Quando sganciava bombe sopra il Vietnam, suo padre era in guerra come membro dell’esercito americano. Non si era mai confrontato con l’insieme della guerra da singolo individuo.
Ma una volta prigioniero, staccato dal suo gruppo di appartenenza, di fronte alla miliziana vietnamita che imbracciava il fucile si era ritrovato da solo. Lei era solo una ragazza graziosa, ma dietro di lei c’era il Vietnam e la guerra che si stava combattendo
“Dopo la guerra mio padre è tornato a casa e ha formato una famiglia a suo modo felice, ma penso che continuasse ad avere la guerra davanti a sé. E così anche dopo, finché non ha scelto la morte”
Jeanne, che aveva parlato di getto, assunse un tono più tranquillo e continuò: “Mio padre non ha lasciato niente di scritto, ma ho letto diverse testimonianze di altri inquilini dell’Hanoi Hilton”. Ognuno di loro aveva partecipato alla guerra da membro di un gruppo, erano nell’equipaggio dei bombardieri dell’aviazione americana, ma una volta prigionieri si erano ritrovati di fronte alla guerra come singoli.
La cosa che l’aveva sorpresa, anche se l’aveva trovata allo stesso tempo naturale, era stato che tutti si erano chiesti: “Qual era il senso dei nostri bombardamenti?”. Un soldato aveva spiegato che il suo compito era bombardare il nord partendo dalla base della baia di Cam Ranh. Dopo qualche tempo dal suo arrivo, aveva pensato di attraversare il ponte che dalla base portava in città, ma era stato bloccato: gli avevano detto che gli abitanti non erano amichevoli nei confronti degli americani. “Cosa significa? Siamo qui a combattere per loro, a bombardare il nord per loro, per tutta risposta non sono ben disposti verso di noi… Ma cosa diamine è questa guerra?” aveva iniziato a pensare.
Eppure, non aveva rifiutato l’incarico assegnatogli. Come gli era stato ordinato, non si limitava a bombardare le città che rientravano tra gli obiettivi militari. Non scaricava in mare le bombe avanzate: sulla via del ritorno, cercava qualunque cosa potesse diventare un obiettivo e le sganciava lì. Dai soldati dell’esercito di terra aveva sentito che quando trovavano un vietnamita che non gli andava a genio, chiunque fosse, sparavano. Era la stessa cosa. Non c’era nessuno a fermarli. Era il 1967. Dopo, la situazione sarebbe peggiorata. Era una guerra senza dichiarazione di guerra. Andavano dappertutto e sganciavano bombe di continuo. “Mi chiedevo: dove stiamo andando? E cosa stiamo facendo? La risposta era sempre uguale: We don’t know”.
Ma adesso era prigioniero all’Hanoi Hilton. E doveva affrontare il problema di cosa pensare di quella guerra, non come membro di un gruppo ma come singolo. Aveva trovato qualche risposta?».

ISBN: 978-88-89969-52-6
PAGINE: 368
ANNO: 2008
COLLANA: Narrativa
TEMA: Antropologia ed etnografia, Immaginari
Autore

Makoto Oda

Mokoto Odo (1932-2007) è stato uno dei più rilevanti narratori del secondo dopoguerra in Giappone. Attivista del movimento pacifista e militante dei diritti civili, la sua produzione letteraria testimonia del suo instancabile impegno politico. Ichigo ichie è il primo romanzo disponibile in lingua italiana.

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