Il bambino come nemico

«Von Humboldt: il grande critico della pedagogia “moderna”».

Il bambino come nemico

L’eccezione humboldtiana

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La violenza sociale ha molto a che fare con l’infanzia: un’infanzia oppressa dalla cultura pedagogica dominante è terreno fertile per il costituirsi di società disponibili alla violenza. Al di là dei luoghi comuni, la premessa storico-culturale del nesso tra infanzia e violenza sociale ci riporta all’epoca dei Lumi. Per ciò che riguarda l’educazione, il Settecento mostra un volto oscuro e oppressivo. Su tale sfondo, questo libro svela il carattere rivoluzionario dell’ideale educativo di un grande intellettuale di quel tempo: Wilhelm von Humboldt. Influente filosofo, linguista, uomo di Stato, von Humboldt fu l’unico a intuire i gravi rischi di un progetto pedagogico, nato tra Sei e Settecento, teso a plasmare il bambino e l’adolescente per «costringerlo» a diventare un adulto «civile».

Questo libro interessa a chi ha a che fare con i minori, con la relazione genitori/figli, con le istituzioni educative. Interessa a operatori del diritto e psicologi, ma anche chi studia la cultura del Settecento, chi si interessa di storia della pedagogia, chi si muove nell’ambito dell’antipedagogia.


ISBN: 978-88-6548-297-1
PAGINE: 208
ANNO: 2019
COLLANA: Labirinti
TEMA: Affezioni
Autore

Marina Lalatta Costerbosa

Marina Lalatta Costerbosa
Marina Lalatta Costerbosa è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna e Membro del Comitato di Bioetica dello stesso Ateneo. Con DeriveApprodi ha pubblicato La democrazia assediata (2014); Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo (2016); Orgoglio e genocidio (2016, con A. Burgio).

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