Il danzatore inetto

«Una cultura complessa, quella cubana, con mille strati diversi»

Il danzatore inetto

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Lo scrittore Aurelio Schiavi arriva a Cuba nell’agosto del ’94 per studiare e tradurre l’opera di José Lezama Lima, ma si perde ben presto nei meandri dell’Avana, costruiti sulle rovine della città e con la materia impalpabile della musica e del ballo, inseguendo Antonia, creatura di inverosimile bellezza ma dai mille misteri. Cercando di capire chi sia davvero la ragazza, Schiavi incontra una galleria di personaggi folli e indimenticabili, addentrandosi man mano nei segreti di una cultura complessa, fatta di mille strati diversi, vivendo avventure di ogni genere, scoprendo il volto allegro e quello crudele della città. Sarà forse un’altra ragazza, Ariadna Andrómeda, a offrirgli la chiave di lettura più profonda e il filo giusto e inatteso per uscire dal labirinto. Ma perché ciò accada Aurelio deve allontanarsi dall’isola, perderla e poi ritrovarla, tornandovi cinque anni dopo.


Un assaggio

«Questo dunque è il Malecón, il famoso lungomare, con quel nome da ballo cubano, come un son o un danzón, un gioco di sillabe che evoca il tropico nella sua essenza, senza bisogno di aggiungere altro. Nessuna palma, tuttavia, né altri alberi o piante, nessun lampione, fioriera, ballatoio di ferro battuto. Solo, a cadenza regolare, un pilastro con un rozzo cappuccio piramidale a interrompere il muretto basso, rettangolare. Null’altro per dieci o dodici chilometri retti, con qualche curva addolcita. Un marciapiedi banale, spaccato in più punti dal sole, dalla salsedine, dal tempo e dall’incuria. Dall’altra parte, rocce scure e mare scuro, verde piombo, oceano e non Caribe, con onde lunghe e gonfie che si rompono all’improvviso sollevando spruzzi fin sulla strada, ricamando vene e arterie di spuma sulla pancia bluastra dei cavalloni. L’Avana non è una città di mare, gli dirà anni dopo Ariadna Andrómeda: L’Avana è una città che si difende dal mare, e il Malecón è la sua barriera. Eppure è affascinante. Non sai spiegartelo, non ha proprio nulla che possa renderlo tale, ma tu lo trovi bellissimo».

ISBN: 978-88-6548-261-2
PAGINE:
ANNO: 2018
COLLANA: Narrativa
TEMA: Antropologia ed etnografia, Immaginari
Autore

Silvio Mignano

(Fondi, 1965), ha pubblicato i romanzi Una lezione sull’amore (1999), Le porte dell’inferno (2001), La favola del mercante Docibile e della principessa siriana e Pilar degli Invisibili (2015), le raccolte di poesie Taccuino nero per il viaggio (2003), Non abbiamo uno sceneggiatore di scorta (2009), La nostra ribelle buona educazione (2011) e I Venerdì Santi (2017), il libro di racconti per bambini Il regalo del rinoceronte (2004) e il diario El bolígrafo boliviano (2015). È illustratore, traduttore e diplomatico di carriera, oggi ambasciatore in Venezuela.

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