Il mio doppio io

« I mistici ed evocativi mondi alieni di un personaggio così influente»

Il mio doppio io

L’autobiografia del genio dell’immaginario fantastico

ESAURITO
€10,55
€12,39
Lista dei desideri

L’appassionante autobiografia di Jean Giraud, detto Moebius, il geniale disegnatore e illustratore francese che negli anni Settanta ha rivoluzionato il fumetto e il fantastico internazionali, diventando l’ispiratore di molte visioni del futuro. I suoi mistici ed evocativi mondi alieni hanno affascinato generazioni di lettori e molti registi cinematografici. Ma il suo immaginario ha toccato anche i cartoni animati, i cd-rom, i videogiochi, le illustrazioni letterarie.
Accanto alla personalità eterea e magica di Moebius non scompare quella di Jean Giraud, il suo alter ego realista e sanguigno, autore di straordinari fumetti western. Come convivono queste due anime apparentemente così distanti fra loro, in un unico corpo? È ciò cui cerca di rispondere l’autore, mettendo in scena il racconto di una vita dove tutto si incrocia – incontri, viaggi, creazioni, e le sue due mogli e due famiglie – in modo quasi atemporale. L’infanzia nel chiaroscuro della presenza/assenza dei genitori; il luminoso viaggio iniziatico in Messico con la scoperta contemporanea del sesso, del jazz e della droga; la crescita artistica al fianco di personalità come Jijé e Jodorowsky.


Un assaggio

Moebius stava prendendo progressivamente il posto di Gir. Non lo sapevamo ancora, né noi né lui, ma tutti lo intuivamo. Sarà però monsieur Jean Giraud in persona a raccontare tutto – o quasi… – con dovizia di particolari in questo volume, nelle pagine che state per leggere. Il mio solo compito, qui, è ricordare qualcosa a chi c’era, perché si gusti meglio il tutto, e introdurre l’essenziale a chi non c’era, perché si metta in tasca almeno gli elementi indispensabili a comprendere un po’ di più. Perché non è facile capirci qualcosa senza alcune nozioni fondamentali. Chi è cresciuto in quegli anni leggendo “Linus” e “AlterAlter” parte indubbiamente molto avvantaggiato. Le novità, che allora erano tantissime, arrivavano regolarmente, tutti i mesi, ma un po’ per volta, dandoci il tempo di assimilarle. Tra i Sessanta e i Settanta, specie nell’ambito del fumetto e della cultura giovanile in generale, sono successe tante di quelle cose, e tanto diverse fra loro, che oggi sembra davvero impossibile. Allora, anche il lettore era ammesso a vivere in prima persona lo sfaldamento progressivo di tutta una serie di certezze e l’esplosione permanente di mille meteore centrifughe. Nel mondo della bande dessinée francese, per restare nel nostro ambito, il giornale satirico “Hara-Kiri” aveva già dinamitato l’establishment; e anche la montante rivolta dei collaboratori di “Pilote” contribuiva a creare panorami del tutto nuovi. Da una parte stavano i grandi autori della tradizione, l’Hergé di Tintin e i Goscinny & Uderzo di Astérix. Dall’altra, gli irrequieti campioni di un fumetto non più per ragazzini ma per giovani “contestatori”: l’allucinato Druillet di Lone Sloane e gli scompisciatori folli Mandryka, Gotlib e Bretécher, che per primi varano l’autogestione imprenditoriale dell’autore dando vita a “L’écho des savanes”, rivista pioniera delle sfacciate Editions du Fromage. È appunto quello il momento in cui Moebius comincia a mettere in ombra Gir. Nel gran marasma circostante, la personalità più schizzata trova più terreni di coltura. Ora le stesse provocazioni di Moebius – che per quelle amiche “edizioni del formaggio” pubblica Il fallico folle, ovvero il suo abbraccio trionfale del sesso e dell’underground – trovano terreni fertili in cui seminare. Dopo l’epocale uscita della sua rivista “Métal Hurlant” (anche per questa ricordo al millimetro il mio primo incontro, con Jean-Pierre Dionnet a Lucca, ma ve lo risparmio), Moebius diventerà l’autore di fumetti più imitato al mondo. Fin troppo. Per anni si sono visti circolare i suoi innumerevoli e più o meno maldestri cloni, e se ne vede ancora qualcuno! Per restare tra gli esempi nazionali più degni, peraltro rei confessi e giustamente orgogliosi, possono essere citati almeno Milo Manara, Giancarlo Alessandrini, Marco Nizzoli. Ma si poteva forse restare indifferenti di fronte alle vertiginose pagine di Arzach, la sua serie muta che ha fatto più schiavi? Qui sì che si possono raccogliere in giro miriadi di testimonianze di folgorazioni sulla via di Damasco, di imprinting, di subitanee accensioni di sacri fuochi, di sgomente miscele d’ammirazione e invidia, di puri attacchi di annichilente sindrome di Stendhal. Chiedete in giro, ripeto, e conterete montagne di vittime (dall’Introduzione di Ferruccio Giromini).

ISBN: 88-87423-18-0
PAGINE: 192
ANNO: 2012
COLLANA: Vita Activa
TEMA: Arte, Immaginari
Autore

Jean Giraud - Moebius

Jean Giraud – Moebius
Jean Giraud è nato a Parigi nel 1938 e fin dagli anni '50 ha iniziato a pubblicare storie western a fumetti. I suioi due famosi personaggi sono il Luogotenente Blueberry e Arzach. Moebius ha influenzato generazioni di lettori, disegnatori, artisti e sognatori. Innumerevoli sono le sue raccolte di disegni, fumetti e libri illustrati, tra cui Il maggiore fatale e Il garage ermetico di Jerry Cornelius. Ha inoltre ispirato film epocali come Blade Runner di Ridley Scott e ha contribuito alla progettazione di numerosi film tra cui Tron, Dune, Alien e Il quinto elemento di Luc Besson. Lo pseudonimo Moebius è preso dal nome dello scienziato che inventò la "figura impossibile" dell'anello costituito da una strisciolina di carta unita alle sue estremità dopo che esse sono state ruotate di 180°: uno dei più noti paradossi della geometria tipologica, in quanto, pur apparendo a prima vista con una superficie interna e una esterna, in realtà ha una sola faccia. Altro suo pseudonimo è Gir, utilizzato perlopiù nelle storie western a fumetti. Jean Giraud è morto il 10 marzo 2012.

STESSO TEMA