Il pianeta minore

«La situazione disastrosa sull’infanzia nel mondo»

Il pianeta minore

ESAURITO
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La Carta dell’infanzia dell’Onu ha compiuto 14 anni, ma quasi nessuno dei suoi obiettivi è stato raggiunto. Un bambino su tre nasce senza registrazione anagrafica, identità, diritti. Nel pianeta, la povertà, le guerre, lo sfruttamento del lavoro minorile uccidono milioni di bambini e adolescenti.
Vittime innocenti, rinchiusi nei carceri, condannati alla strada, costretti nei campi profughi. Jeph Anelli raccoglie aforismi, epigrammi, veline di cronaca per raccontare il mondo dell’infanzia. Poche righe per ciascun episodio, in tutto circa 120. Per mostrarci non il volto dorato dei pasciuti bambini che affollano le nostre pubblicità, ma un «pianeta minore» oppresso da orrori economici ed errori bellici, da schiavitù sessuale, mutilazioni e lapidazioni, senza dimenticare la tragedie che si consumano all’interno delle nostre ricche e silenziose pareti domestiche.


Un assaggio

Il coraggio di ricominciare Tribunale penale internazionale
Nel silenzio dell’aula, a porte chiuse, per motivi di sicurezza, Jehshvien testimonia ai giudici gli orrori cui è sopravvissuto
Gli agenti dell’unità speciale della polizia nazionale arrivano al villaggio quando ormai gli uomini sono fuggiti, per evitare qualsiasi conflitto con loro. Restano soltanto donne e bambini. Lo squadrone della morte li raduna nel cortile di una casa. Non essendo maschi né adulti, nessuno ritiene che possa accadere qualcosa agli indifesi. Invece, gli agenti sparano raffiche di kalashnikov trucidandoli. Qualcuno – non ancora morto – che si lamenta e respira a fatica è di nuovo mitragliato, senza più dare alcun segno di vita. Lui, ancora vivo, con la testa immobile e gli occhi chiusi, giace riparato dai cadaveri squarciati e insanguinati della madre e dei fratellini. In fin di vita, operato più volte, Jehshvien sopravvive a stento. Ha fatto un lungo viaggio il piccolo Jehshvien e, con coraggio, accusa per crimini di guerra chi partecipò al massacro all’alba di quella prima domenica di primavera. Jehshvien non è più un bambino. Lui è grande adesso, come il suo dolore.
Stupro etnico Durante la guerra di pulizia etnica, durata tre anni, i prigionieri sono avviati in campi, separati per sesso. A causa della loro appartenenza etnica, decine di migliaia di donne – tra cui adolescenti e bambine – sono ridotte a schiave del sesso, torturate, violentate e messe a disposizione dei paramilitari e costrette a generare figli di padri carnefici. Al Tribunale penale internazionale una dozzina di donne, testimoniano gli orrori subiti nei lager dello stupro. Protette nella loro identità, le testimoni rammentano e gridano con rabbia nel silenzio dell’aula le violenze subite
Yucicha, 15 anni, identificata col n. 50, stuprata ripetutamente dai più miliziani insieme per diversi giorni, resta incinta: così sua madre e la testimone col numero 75, che vomitava e sanguinava dopo ogni stupro, e la ragazza contrassegnata col 56, che abortì e che ora vive in un centro di riabilitazione per profughi. La giustizia apre un nuovo capitolo. Il Tribunale dichiara la violenza alle donne «crimine contro l’umanità» e condanna i colpevoli per tortura, stupro, riduzione in schiavitù e attentato alla dignità delle persone. La sentenza fa storia. E la storia resta memoria dell’orrore e dell’afflizione perenne.

ISBN: 88-88738-24-X
PAGINE: 168
ANNO: 2003
COLLANA: Narrativa
TEMA: Contro-culture, Metropoli e spazi urbani
Autore

Jeph Anelli

Jeph Anelli, laureato in Sociologia, è Sindaco del Comune di Maenza (Latina). Ha pubblicato Gente d’Europa (1985), Il dolore infinito (1988), Il tempo, la morte, il nulla, il resto (1991), Finitudini (2002).

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