Il respiro dell’orso bianco

«Una storia su alcuni ragazzi di periferia»

Il respiro dell’orso bianco

Il respiro dell'orso bianco
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Roma. Da periferie degradate, col calare del sole, i ragazzi si muovono, in branco, verso il centro. Come lupi che, per muoversi, hanno da aspettare i favori, l’ombra e il silenzio, della notte. Sono cupi, aggressivi, imbottiti di anfetamine e di alcool. Non sanno cosa faranno un’ora dopo. Cercano un nemico, una preda, qualcuno contro cui scaricare la rabbia che urla dentro i loro corpi. Dichiaratamente fascisti, razzisti, violenti. Assoluti.
In realtà, carnefici sguarniti, vittime facili dell’assenza di senso da cui, senza pietà verso se stessi, e senza averne coscienza, si lasciano giorno dopo giorno divorare. Il respiro dell’orso bianco è la storia di uno di loro: un romanzo che trafigge sia per la lingua tagliente, diretta e senza filtri, dei personaggi che racconta, sia per il coraggio che mostra nel saper affrontare una realtà marginale che nessuno scrittore aveva anche osato, soltanto, sfiorare. Scenari di crudo dolore, di inaudita crudeltà, manifeste agghiaccianti espressioni di una rabbia che, covata sin dentro la culla, trova il suo inevitabile sbocco nella più orribile e incomprensibile delle violenze: quella gratuita, che resta comunque e sempre senza un perché [].


ISBN: 88-87423-58-X
PAGINE: 120
ANNO: 2002
COLLANA: Vox
TEMA: Metropoli e spazi urbani
Autore

Vanni De Simone

Vanni De Simone vive a Roma, dove collabora come autore e regista con RadioRai. Dopo i due romanzi di fantascienza La leggenda dei Fantasmi (1993) e Cyberpass (1994), pubblicati dalla casa editrice Synergon, scrive e dà alle stampe Il respiro dell'orso bianco (DeriveApprodi, 2001). Ha curato, per Newton Compton, l'introduzione de L'amante di Lady Chatterley di D. H. Lawrence e ha tradotto, per Fandango, Bullet Park di John Cheever.

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