Il sangue della terra

«Una denuncia sulle condizioni di sfruttamento ambientale in Ecuador»

Il sangue della terra

Atlante geografico del petrolio: multinazionali e resistenze indigene nell'Amazzonia ecuadoriana

ESAURITO
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Per la prima volta anche nel nostro paese, ecco un quadro reale (completo di mappe, dati, analisi e testimonianze inconfutabili) su quello che è stato e che è ancora in parte lo sfruttamento petrolifero dell’Amazzonia ecuadoriana. Il petrolio non sempre è una ricchezza per i paesi che lo possiedono. Si può anzi trasformare in una condanna allo sfruttamento selvaggio. Il caso dell’Ecuador è emblematico in tal senso.
A distanza di 514 anni dalla scoperta delle Americhe siamo costretti ancora a parlare di sfruttamento coloniale, schiavitù e violazione dei diritti umani per descrivere le fondamenta delle relazioni commerciali ed economiche tra Occidente e una parte del Nuovo mondo. Pare proprio che il capitale sia l’unico elemento a sfuggire a qualsiasi forma di controllo e di regola democratica. Appaiono sterili e avvizzite molte delle norme, codici e trattati internazionali che avrebbero dovuto tutelare la sovranità o addirittura l’esistenza di una comunità o salvaguardare l’importanza ambientale di un luogo.
Questo Atlante mostra la spaventosa devastazione e distruzione portata dalle multinazionali petrolifere negli ultimi decenni all’interno dell’Amazzonia ecuadoriana. Le valutazioni che ne scaturiscono vanno al di là della semplice e comunque necessaria urgenza di salvare il polmone del pianeta, l’Amazzonia, senza la quale sono minacciate tutte le specie viventi, compreso l’homo economicus occidentale.
Un libro di forte denuncia che chiama in causa anche le responsabilità italiane e le sue politiche energetiche.


Un assaggio

“Sul banco degli imputati: le multinazionali del petrolio. Parte lesa: l’Amazzonia ecuadoriana e i popoli che la abitano da millenni e cercano di difenderla. Il sangue della terra è un libro che per la prima volta analizza e denuncia, con dati, documenti e testimonianze, i disastri ambientali, le violazioni dei diritti umani, le aggressioni e i crimini commessi su uno degli ecosistemi più importanti al mondo e sulle popolazioni indigene che lo proteggono. Ma è anche una geografia della resistenza. Popoli come i Cofán, gli Shuar e i Kichwa, a rischio della loro sopravvivenza, lottano contro le trivelle per difendere la pachamama, la madreterra, e il petrolio che considerano il sangue stesso del pianeta.
Il libro è diviso in 16 capitoli, tanti quanti sono i “blocchi petroliferi”, dati in concessione a Repsol, Eni, Encana e a tante altre “sorelle del petrolio”. L’Amazzonia appare divisa e svenduta in tanti rettangoli neri, in cui la foresta viene distrutta e le popolazioni assassinate, nel silenzio e nell’indifferenza dei media. Una feroce rincorsa al petrolio che, come in una cruenta e delirante “febbre dell’oro nero”, calpesta vite umane e incenerisce il polmone del nostro pianeta. Al di là delle pubblicità patinate, le multinazionali del petrolio risultano illuminate da una luce sinistra che ne svela il volto aggressivo e violento.
Il libro è arricchito da mappe geografiche in cui risultano perfettamente identificabili i pozzi di petrolio, i conflitti e le resistenze dei popoli guardiani della terra”.
(Enzo Vitalesta, A Sud)

ISBN: 88-89969-02-4
PAGINE: 222
ANNO: 2006
COLLANA: Fuori collana
TEMA: Ambiente, Economia e lavoro
Autore

A Sud

A Sud nasce al fianco dei movimenti sociali e indigeni del Sud del mondo. Promuove campagne e azioni per la difesa dei beni comuni per la salvaguardia delle foreste primarie e delle culture originarie, per il riconoscimento del debito ecologico del Nord verso il Sud del mondo, e per la democratizzazione delle istituzioni internazionali. A Sud sostiene il pieno coinvolgimento delle comunità locali attraverso progetti di cooperazione basati sui principi dell'autogestione e della democrazia partecipata. www.asud.net - info@asud.net

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