Il secondo avvento

«La catastrofe del quotidiano:
come uscirne»

Il secondo avvento

Astrazione apocalisse comunismo

Il secondo avvento
€8,00
Lista dei desideri

Qui si racconta l’attuale divenire del mondo secondo
la metafora dell’apocalisse.
La brutalità si è impadronita delle relazioni umane e il nazional-socialismo riemerge come forza egemonica all’orizzonte del secolo. Eppure…
Eppure il capitalismo non è un dato naturale, ma la proiezione di un processo culturale. Non sappiamo immaginare il suo superamento solo perché la nostra immaginazione è intrappolata da una superstizione.
Ma le condizioni del comunismo non si sono dissolte.
Sono soltanto nascoste alla nostra visione.
E l’apocalisse è il caos oltre il quale la visione si fa possibile. Il ripresentarsi di quella prospettiva lo chiamo qui: secondo avvento del comunismo.


Un assaggio

Come agire nel caos

Quelli che fanno la guerra al caos saranno sconfitti perché il caos si alimenta della guerra.
Il caos non esiste in natura, non è una realtà oggettiva. Il caos è la relazione tra la mente umana e la velocità degli eventi rilevanti per la sopravvivenza fisica e psichica. Se abbiamo la sensazione di vivere in condizioni di caos ciò vuol dire che la nostra mente è incapace di elaborare eventi che accadono con velocità crescente e di decidere sugli stimoli info-nervosi che ci raggiungono con crescente intensità.
Che relazione tra il caos e la soggettività cosciente? Nella tradizione filosofica moderna la soggettività cosciente ha il compito di ridurre il caos all’ordine della ragione. Ma oggi tutti i tentativi di governare il caos sono destinati a fallire, perché l’info-stimolazione nervosa si è intensificata oltre i limiti della possibilità di elaborazione cosciente.
Il caos è la misura della complessità del mondo in relazione alle capacità di riduzione intellettuale, e precisamente la misura dell’eccesso di densità dell’infosfera in rapporto con la psicosfera.
Poiché il caos si nutre della guerra, ogni tentativo di vincere sul caos è destinato al fallimento: combattere il terrorismo significa rinforzarlo, le campagne di sicurezza producono maggiore insicurezza e le battaglie legali contro le notizie false nei media producono soltanto la moltiplicazione delle tempeste di merda.
E allora che dobbiamo fare in situazioni di caos? Leggiamo cosa dicono sull’argomento i vecchi amici Deleuze e Guattari: «La lotta contro il caos non si svolge mai senza una certa affinità con il nemico» ( Deleuze – Guattari, Cos’è la filosofia?).
Quando il caos invade la mente e sconvolge il comportamento sociale non dovremmo averne paura, e non dovremmo cercar di sottoporlo a un ordine qual che sia. Non funziona, perché il caos è più forte dell’ordine. Perciò la cosa migliore è farsi amici del caos e nel turbine cercare quell’ordine superiore che il caos porta dentro di sé.
Wu wei.

ISBN: 978-88-6548-239-1
PAGINE: 96
ANNO: 2018
COLLANA: Input
TEMA: Immaginari
Autore

Franco Berardi (Bifo)

Franco Berardi (Bifo), fondatore della storica rivista «A/traverso», foglio del movimento creativo di Bologna, e tra gli iniziatori di Radio Alice, è autore di numerosi saggi su trasformazioni del lavoro, innovazione e processi comunicativi. Tra i suoi libri: La nefasta utopia di Potere Operaio (1997), Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva (2002), Un’estate all’inferno (2002), La fabbrica dell’infelicità (2001), Telestreet. Macchina immaginativa non omologata (insieme a Jacquement e Vitali, 2003), Quarant'anni contro il lavoro (DeriveApprodi, 2017), Il secondo avvento (2018).

STESSO TEMA