Il silenzio della tortura

«Per il ripristino della civiltà del diritto»

Il silenzio della tortura

Contro un crimine estremo

Il silenzio della tortura
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L’interesse per la questione della tortura in Italia ha un andamento ondivago. Tragici fatti di cronaca o sentenze eclatanti lo risvegliano per qualche tempo, poi l’attenzione decanta e cede il passo a nuovo torpore. Ma un crimine estremo come la tortura oltrepassa la soglia di ingiustizia che uno Stato di diritto può tollerare senza trasformarsi in un regime. La tortura deve rimanere al centro del discorso pubblico. L’introduzione del reato di tortura è un atto dovuto, non solo perché la Convenzione contro la tortura lo prevede, ma anche perché solo una condanna concreta e limpida offre alle vittime l’opportunità di suturare le ferite e di recuperare quella fiducia nell’altro indispensabile per sentirsi saldi nella propria dignità. Questo libro afferma questa idea con la forza delle parole e degli argomenti. Raccontando che cos’è la tortura, che cosa significa subirla e di quale colpa una società si macchia rifiutando di riconoscerla come reato, per il ripristino della civiltà del diritto.


Un assaggio

La sfida di questo libro è definire la tortura nella sua autentica natura, perché soltanto così è possibile ampliare lo spettro degli argomenti a favore della sua condanna e capire di che cosa c’è bisogno perché coloro che hanno subito torture possano riacquistare col tempo la salute, la capacità e il desiderio di riallacciare rapporti con il mondo: con gli altri e con la propria stessa storia di vita. Un veto coerente sulla tortura comporta la sua pubblica condanna, un divieto socialmente condiviso e preteso nei riguardi di ogni politica che più o meno direttamente vi faccia ancora ricorso. Fuori discussione è qualsiasi ipotesi di rilegalizzazione della tortura da parte di comunità fondate su concetti democratici di diritto e di autorità. Altrettanto ineludibile appare la traduzione giuridica delle ragioni di un divieto senza eccezioni, attraverso l’introduzione del reato di tortura in ogni Stato di diritto. Se si riconosce la natura della tortura e se non se ne banalizza strumentalmente la gravità, si comprenderà che non ci si può dire democratici senza al tempo stesso accettare che una fattispecie penale ne punisca il crimine. Questo libro cerca di offrire il proprio contributo al progetto di una società più giusta, perché non più disposta ad accettare una violenza brutale ed estrema, ancora oggi troppo tollerata.

ISBN: 978-88-6548-155-4
PAGINE: 136
ANNO: 2016
COLLANA: Labirinti
TEMA: Carcere e nuove punitività
Autore

Marina Lalatta Costerbosa

Marina Lalatta Costerbosa
Marina Lalatta Costerbosa insegna Filosofia del diritto nell’Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni, Ragione e tradizione (Giuffrè, 2000), Il diritto come ragionamento morale (Rubbettino, 2007), Una bioetica degli argomenti (Giappichelli, 2012), Legalizzare la tortura?, con Massimo La Torre, (il Mulino, 2013).
RASSEGNA STAMPA

Supplizi di «morti senza tomba» («il manifesto»)

Sul manifesto la recensione di Giuliano Santoro al libro "Il silenzio della tortura", di Marina Lalatta Costerbosa.

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Il silenzio della tortura a Fahrenheit («Radio Tre»)

A Fahrenheit di Radio Tre l'intervista a Marina Lalatta Costerbosa a proposito del suo ultimo libro "Il silenzio della tortura" – 25 maggio 2016

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Intervista a Marina Lalatta Costerbosa («Magazine»)

Sulla rivista «Magazine» un'intervista all'autrice de "Il silenzio della tortura" – 9 giugno 2016

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Il crimine estremo e i suoi alleati («Altreconomia»)

Su «Altreconomia» un'intervista a Marina Lalatta, a proposito del suo libro "Il silenzio della tortura" – 8 luglio 2016

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Emergency Days

Il resoconto dell'intervento di Marina Lalatta, autrice de "Il silenzio della tortura", all'edizione 2016 del festival "Emergency Days" a Ferrara – 22 giugno 2016

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Intervista a Marina Lalatta («Radio Rete Edicole»)

Intervista di Fabio Sebastiani a Marina Lalatta a proposito del libro "Il silenzio della tortura" – 28 luglio 2016

Ascolta il podcast

Carceri, il governo si occupi di tortura e isolamento in cella («Il Fatto Quotidiano»)

Sul blog di Susanna Marietti (Antigone) una recensione del libro "Il silenzio della tortura", di Marina Lalatta – 22 agosto 2016

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