Il sogno di una cosa

«È probabile che ci si debba finalmente rassegnare al fatto che “non possiamo non dirci marxisti”»

Il sogno di una cosa

Per Marx

Il sogno di una cosa
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La filosofia non esaurisce il discorso di Marx, ma nulla della sua impresa teorica si potrebbe comprendere senza rintracciarne i presupposti filosofici.
Si tratta di partire da qui – dalla sua buona educazione hegeliana – per poi seguire il dipanarsi dei principali nodi filosofici nelle teorie di interpreti e continuatori.
Sempre che non si assuma che di Marx non valga più la pena di occuparsi.
Che egli sia ormai un «cane morto», oltre che, naturalmente, il capostipite di una tradizione maledetta, responsabile di rivoluzioni sanguinose e vane e di alcuni tra i più feroci totalitarismi del Novecento.
Eppure di Marx, a duecento anni dalla nascita, non ci si libera facilmente.
È più probabile che, accantonando per un momento la polemica immediata, si debba riconoscere che siamo tutti suoi figli.
Che tutti parliamo ancora una lingua da lui plasmata. Che pensiamo, forse senza saperlo, con idee formatesi lungo il suo percorso intellettuale.
È probabile che ci si debba finalmente rassegnare al fatto che «non possiamo non dirci marxisti».


Un assaggio

«Questo libro non vuole essere un esercizio di pietas nei confronti di una figura un tempo osannata e oggi piuttosto ridimensionata. Il nostro intento è studiare Marx come filosofo: i temi che la sua filosofia discute; le fonti che la ispirano; le prospettive che essa schiude. Parrebbe un gesto massimamente inattuale: per l’inattualità di Marx nel tempo della globalizzazione capitalistica; per l’inattualità della filosofia, quale Marx la intendeva: non erudizione né intrattenimento, ma critica dell’esperienza storica: genealogia del mondo umano e teoria della prassi trasformatrice. Marx: il critico dell’economia politica; lo scienziato dei modi di produzione; l’attento osservatore degli accadimenti contemporanei; l’infaticabile costruttore di organizzazioni operaie – questo Marx era interessato in primo luogo a riflettere sulla storia, nel convincimento che essa abbia una virtuale coerenza e un’immanente finalità. Di questa idea il libro ricostruisce fonti e sviluppi. Per capire in che misura, a duecento anni dalla nascita, Marx sia ancora parte integrante della nostra comune filosofia spontanea».

ISBN: 978-88-6548-234-6
PAGINE: 500
ANNO: 2018
COLLANA: Labirinti
TEMA: Filosofia, Immaginari
Autore

Alberto Burgio

Alberto Burgio
Alberto Burgio (1955) è professore ordinario presso il Dipartimento di filosofia dell'Università di Bologna, dove insegna Storia della filosofia. Ha studiato il pensiero politico tra Sette e Novecento e la storia delle ideologie razziste. È stato deputato nella XV legislatura repubblicana. Fa parte del comitato scientifico della collana "Labirinti" di DeriveApprodi.

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