Il triangolo nucleare

« Quali esiti per un conflitto così lungo su petrolio e materie prime?»

Il triangolo nucleare

India, Pakistan, Afganistan. Geopolitica di una regione

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Da cosa ha preso avvio l’escalation nucleare tra India e Pakistan che periodicamente riemerge tra le questioni critiche in politica internazionale? Quali sono le ragioni storiche, economiche, politiche e geografiche di un conflitto che ha per contesa una regione dal nome Kashmir?
Quali sono state le tappe politiche che hanno portato all’attuale situazione di precario equilibrio.
Il triangolo nucleare vuole rispondere a questi interrogativi. E lo fa ripercorrendo i momenti salienti che hanno segnato la storia di questa regione a partire dal secolo scorso. Dalla decolonizzazione indiana alla morte di Gandhi, dal traffico di oppio alle contrapposizioni etniche e religiose; dall’ascesa del regime talebano alla pace precaria del dopoguerra afgano.
Un viaggio attraverso le risorse economiche, i confini geografici, gli orizzonti culturali che delimitano il passato e il presente dei paesi di questo triangolo: India, Pakistan e Afganistan. Guardando al futuro: quali sono gli sviluppi di una contesa su petrolio e materie prime che dura da più di cinquant’anni, ma che ha nel nucleare un nuovo terribile protagonista?


Un assaggio

Con il termine «confine» si intende in genere una linea che delimita il territorio difendibile sul quale lo Stato esercita la sovranità assoluta, che si estende su tutti quanti vivano su quelle terre e si riconoscano in quello stesso Stato. Ne consegue che i problemi di confine riguardano il tema della sicurezza nazionale di ogni paese, come emerge anche dalle parole di Lord Curzon: «Le frontiere sono senza dubbio il filo del rasoio su cui camminano le moderne questioni di guerra e pace, vita e morte delle nazioni»
Il concetto classico di confine, in cui l’attore principale è lo Stato nazionale sembra attualmente perdere valore in alcune parti del mondo, di fronte ai grandi processi di globalizzazione economica e di integrazione politica che rendono i confini sempre più permeabili, dando vita a regioni transfrontaliere interdipendenti. Rispetto alla sua funzione storica, dunque, accade che il confine si «defunzionalizza», trasformandosi da fattore di barriera e separazione a ponte verso il vicino. Si pensi, in questo senso, alle aree transfrontaliere di cooperazione regionale esistenti in Europa, ma anche nel continente americano o nella stessa Asia
Ebbene, ciò non si riscontra nel subcontinente indiano, dove il confine indo-pakistano rimane un confine-muro, di separazione tra due realtà profondamente diverse. Essendo il prodotto di cinquant’anni di contrapposizione politica e militare, esso genera insicurezza e divide territori omogenei sotto il profilo geofisico ed etnico-religioso. Si pensi alla cerimonia che avviene ogni pomeriggio nella località di Wagah, posto di confine tra Amritsar, nel Punjab indiano, e Lahore, nel Punjab pakistano. Un drappello di guardie di frontiera, quelle pakistane in divisa nera e quelle indiane in tenuta kaki, marciando con passi secchi e rapidi chiudono i cancelli. Così, fino al mattino successivo India e Pakistan tornano ogni volta a non avere contatti ufficiali e nel posto di frontiera di Wagah si evidenzia la grande sproporzione esistente tra numero di abitanti che ne popolano i due lati e il traffico di merci e uomini. Ma non solo
Si può aggiungere che, se il confine inteso come linea di separazione dei territori indiani da quelli pakistani è «rigido», la frontiera, cioè le fasce di territorio al di qua e al di là della linea di confine (le stesse che in altre parti del mondo assumono, sotto la spinta di relazioni economiche, la forma di membrane osmotiche) è sede di attività terroristiche finanziate e coperte dai due Stati
Storicamente ciò deriva dal fatto che al momento della divisione delle terre del subcontinente indiano tra il Pakistan e l’India, venne sottovalutata la prima delle tre fasi previste per l’istituzione di un confine: la fase, cioè, della «localizzazione», che consiste in uno studio approfondito per l’individuazione dei siti attraverso cui far passare il confine. Lo spazio geopolitico delimitato dal confine non coincise con lo spazio regionale inteso come un insieme di territori omogenei e integrati tra loro per attività economiche, aspetti culturali e storia vissuta.

ISBN: 88-87423-83-0
PAGINE: 176 con illustrazioni
ANNO: 2002
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Guerra e geopolitica
Autore

Fausto Alunni

Fausto Alunni è uno studioso di geopolitica, specializzatosi nelle regioni dell’Asia Centrale. Ha compiuto numerosi viaggi tra Afghanistan, Pakistan e India. Collabora con quotidiani e riviste, tra cui «il manifesto», «narcomafie» e «Guerra&Pace».

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