Io servo dello Stato

«Il punto di vista di un alto funzionario dello Stato»

Io servo dello Stato

Diario di un funzionario incorruttibile

Anonimo

Io servo dello Stato
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Un’apologia dello Stato. L’autore, un funzionario integerrimo che ha ricoperto innumerevoli ruoli, difficili e importanti, a coronamento della carriera si propone una nuova missione, la più delicata e importante della sua vita: mostrare al mondo il volto umano dello Stato. Una missione personale, ma non solitaria, poiché si avvale delle conoscenze e delle testimonianze di altri colleghi: poliziotti, carabinieri, guardie di finanza, agenti di custodia, magistrati.
Un libro feroce e intenso, appassionato e poetico, agguerrito e raffinato. Che dice la verità e ricorda a ognuno le proprie responsabilità. Un diario di ricordi e considerazioni, in cui il senso di un’intera esistenza si misura in negativo con chi ritiene lo Stato nient’altro che un’ottusa macchina burocratica e coercitiva, senza ideali e senza anima.


Un assaggio

Io sono un alto funzionario dello Stato. Sono partito dalla gavetta. In decenni di duro lavoro, di studi e di sacrifici sono arrivato a ricoprire cariche sempre più alte. Ho avuto una carriera onorata che mi ha dato grandi soddisfazioni. Voi penserete che da niente sono diventato qualcuno. Ma non è vero. Vi sbagliate di grosso. Per essere qualcuno basta somigliare a se stessi. Solo chi è una nullità pensa di diventare qualcuno grazie alla carriera o ai soldi. Chi invece è già qualcuno, nella sua vita aspira solo a non divenire una nullità. Divenire una nullità per me significa essere corrotti, farsi corrompere, sporcarsi con le mille miserie che ogni giorno ti pongono le nullità della società: quelle che cercano favori per andare avanti, quelle che fan finta di farteli i favori per asservirti, quelle che sono pronte a fare di tutto pur di apparire. E fanno bene; la loro volontà di apparire è esattamente proporzionale alla loro miseria. Più sono niente e più vogliono diventare qualcuno. E più diventano e più nulla sono
Io non appartengo a questa specie di uomini. Mi fanno schifo, questi uomini. Non ho mai pensato che la mia funzione dovesse rendermi onorabile. Al contrario, ho sempre pensato che la mia funzione dovesse essere onorata come la mia persona. Ho onorato la mia funzione perché onoro l’uomo che c’è in me. Quell’uomo mi dice che l’onore di un uomo non dipende dagli incarichi, dai gradi, dalla ricchezza. Quell’uomo mi dice che l’onore è un uomo che onora gli altri uomini, che fa della sua vita un dono alla vita. Alla vita di ogni uomo. Quell’uomo che dona la propria vita alla vita degli uomini, quello è un uomo onorato. Quello che dona il proprio onore all’onore di tutti affinché tutti siano onorati, quello è un uomo onorato. Quello è un uomo di Stato. Io ho offerto il mio onore per l’onore dello Stato. Lo Stato mi ha onorato come io ho onorato lo Stato. Lo Stato non viene sempre onorato come meriterebbe. Questo è il cruccio della mia vita. Che lo Stato sia onorato. Questo è l’obiettivo della mia vita. Rendere rispettabile e onorabile la mia funzione; attraverso la mia persona salvaguardare la dignità della mia funzione. Desidererei che il rispetto per me implicasse il rispetto per la mia funzione e per lo Stato. Uomini che si rispettano come fanno a non rispettare lo Stato? Cosa me ne faccio del rispetto per me se non viene rispettato lo Stato?

ISBN: 88-87423-89-X
PAGINE: 216
ANNO: 2002
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Cultura materiale

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