Io sono un black bloc

«La nuova rivolta esistenziale internazionale dei black bloc»

Io sono un black bloc

Poesia pratica della sovversione

Anonimo

ESAURITO
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Le manifestazioni di contestazione al G8 di Genova nel luglio del 2001 hanno portato alla ribalta il fenomeno dei black bloc, i nuovi guerriglieri metropolitani. Le gesta delle «tute nere» hanno sorpreso tutti: forze di polizia, uomini politici, intellettuali, operatori dell’informazione, gran parte degli stessi manifestanti. Tutti ne hanno parlato moltissimo dimostrando di saperne però, in realtà, pochissimo. Le reazioni sono state quelle tipiche dell’ignoranza: banalità, panico, isterismo, demonizzazione, criminalizzazione. Eppure i black bloc sono stati una delle componenti più interne e importanti di tutte le tappe del movimento antiglobalizzazione, a partire dall’originaria rivolta di Seattle.
Io sono un black bloc è un libro a più mani scritto all’interno di quella componente. I registri linguistici sono differenti tra di loro, ma tutti hanno in comune una forma di espressione direttamente partecipata, appassionata e persino poetica, capace di rendere in modo straordinariamente efficace lo stile, la pratica e l’immaginario di questi moderni ribelli metropolitani. Ne emerge un quadro molto più variegato e molto più interessante di quello prodotto dai media, che affronta con consapevolezza e lucidità i temi caldi del movimento no global: dall’uso della violenza (quasi esclusivamente sui simboli del potere e non sulle persone) al terrorismo, dalla militanza politica agli integralismi religiosi.
Dal ritmo musicale di questa scrittura traspare in tutta evidenza la maturazione di una nuova rivolta esistenziale internazionale, che occorre conoscere nei suoi codici linguistici, per poter poi sperare di comprenderne seriamente pratiche, ragioni, finalità.


Un assaggio

I ragazzi in nero quel che trapela dai passamontagna neri varia la composizione di questo esercito in nero marciando con divise nere di foggia medievaleggiante non erano certo vestiti male anzi portavano scarpe firmate caschi in testa paragomiti maschere antigas una trentina di russi diciassettenni baschi o tedeschi inglesi spagnoli greci francesi inglesi americani e molti italiani palermitani e romani per sei ore si sono presi quattro quartieri della città aumentavano e diventavano trecento ragazzi dall’aspetto nordico soprattutto così un migliaio o poco più stanno sotto palazzi di sette piani certi signorini dall’animo troppo acceso guerriglieri vigliacchi qua e là gruppetti di ragazzi con il foulard nero al collo sono mascherati gridano le tute nere i teppisti del blocco nero gli scalmanati i teppisti i vigliacchi un movimento di codardi che si mascherano per non assumersi le loro responsabilità usano il corteo e i suoi partecipanti come scudi umani e la fanno franca pure con la polizia con i carabinieri e con i reparti antiterrorismo della guardia di finanza sotto gli occhi di chi guarda di chi racconta di chi riprende di chi fotografa i primi a darsi da fare sono i giovanissimi che girano nelle strade nelle piazze a caccia di armi improprie dalle impalcature rubano tubi di ferro e assi dai contenitori della spazzatura portano via le bottiglie un palo di ferro portato in spalla un ariete per sfondare con carrelli colmi persino con carrelli da supermercato con dentro pietre e bottiglie nascoste sotto i teli l’altra faccia del black bloc come l’anima nera del movimento militanti in nero cattivi e irragionevoli il blocco nero si schiera e prova a schiacciare sono sei ragazzi vestiti di nero il primo gruppo silenzioso e obbediente con caschi da motociclista seguendo l’onda e le note irreali di una loro banda musicale sormontati da una cresta che danno il tempo alla marcia martellando tamburi inscenano un carosello intorno escono rientrano si scambiano si muovono spingono e attaccano si scatenano si nascondono se un gruppo si ferma danno il segnale della carica da allora la violenza non si è più fermata a colpi di spranga cassonetti in fiamme rompono il selciato vetri infranti procurandosi sampietrini pezzi di cemento sassi applicando le tecniche della guerriglia un continuo scambio di informazioni rimanendo costantemente in movimento riempiono le bottiglie con la benzina di un distributore attacchi a sorpresa imboscate assalti di gruppi grandi e piccoli rompe una finestra e butta una molotov con mobili presi da un ufficio postale devastato il materiale atto a offendere lasciandosi dietro il fumo di auto in fiamme un mare di vetri in frantumi senza alcun freno una lunga tragica kermesse un bombardamento di pietre di bottiglie molotov sbarrano il sottopassaggio incendiano tutto i raid hanno ritmi frenetici sfondano l’ingresso auto incendiate bidoni della spazzatura in mezzo alla strada cabine e vetrine devastano un ufficio assaltano il supermarket un negozio di sport uno di elettronica altre banche incendiate altre concessionarie devastate danni per miliardi l’assalto al carcere e un’incursione nella zona hanno incendiato l’ufficio del direttore il portone d’ingresso e guastatori armati di piccone per ridurre in frantumi la targa di marmo hanno potuto distruggere incendiare devastare una lunga scia di negozi devastati bancomat assaltati automobili e cassonetti bruciati entrano ed escono rompono le vetrine urla feroci tentativi di aggressione mettono a ferro e fuoco che trasformano in terra da devastare battaglia guerriglia auto bruciate banche assaltate negozi distrutti portoni divelti sassi molotov bombe carta non riescono a controllarli macchine bruciate banche violate portoni abbattuti una furia che ha fatto danni per ottocento milioni scorazzano e spaccano a fuoco due agenzie alte le fiamme si alzano dai piani superiori il black bloc si mette in moto senza leader che guidassero il gruppo per istinto agiscono in microgruppi mobilissimi si muovono senza una guida senza un capo per ripulirsi dal fango dei media ormai a far parte della storia un senso di solidarietà imponente guardandosi le spalle l’un l’altro motivazioni ideologiche profonde passando il tempo a studiare la sua composizione cambia con uno stile elegante e raffinato con un tono da signori disponibile a cambiare in relazione ai contesti il black bloc è una cosa seria non può essere identificato banalmente esiste da anni elabora strategie e tattiche con intelligenza strategica con abilità consumata si sono allontanati senza che nessuno osasse alle alleanze agli obiettivi da perseguire una rete di gruppi di affinità da professionisti diffusi nell’europa e nel nord america poche centinaia salgono verso la collina inseguiti dalle camionette risalgono tranquillamente a gruppetti si spogliano delle tute nere e tornano indietro per confondersi sembra che nella notte le abbiano bruciate è notte ormai e i black bloc allegramente svaniti chissà dove ma forse è una leggenda metropolitana hanno vinto loro i neri sopravanzano corrono lungo il mare sulla spiaggia e si vedono tranquilli che si rifocillano e si leccano le ferite e lui con i suoi amici non riesce a credere a tanta libertà.

ISBN: 88-87423-62-8
PAGINE: 192
ANNO: 2002
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Metropoli e spazi urbani, Movimenti, Violenza rivoluzionaria

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