Itinerari comunisti

«Il punto di vista di un comunista non pentito»

Itinerari comunisti

Tra crisi del capitalismo e involuzione della sinistra

Itinerari comunisti
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Alla luce di una scelta di campo politica e ideale, il presente lavoro rielabora singoli contributi già pubblicati dall’autore, ponendoli entro  un piano tematico che unisce l’approfondimento analitico alla lotta ideologica.
A partire da un’analisi delle due principali esperienze di costruzione del socialismo, il testo ripropone una prospettiva comunista resa tanto più urgente dalla crisi strutturale del modo di produzione capitalistico e, in particolare nel nostro paese, dal processo involutivo che ha caratterizzato la sinistra.


Un assaggio
Dalla prefazione di Vladimiro Giacché
Gli itinerari comunisti di Bruno Steri offrono un contributo importante precisamente alla riflessione teorica oggi necessaria, su uno spettro molto ampio di argomenti.
Steri muove, correttamente, da una riflessione storica che abbraccia nella prima parte del volume le vicende del socialismo sovietico e dell’esperimento cinese tuttora in corso, e fortunatamente lo fa rifuggendo dall’anticomunismo «di sinistra» così diffuso nel nostro paese, un vero e proprio «luogocomunismo» che ha contagiato gran parte della fu «nuova sinistra» e anche di quella proveniente dal ceppo – da tempo esausto – del vecchio Pci.
La seconda parte del libro è dedicata alla «crisi strutturale del capitalismo e dell’Unione Europea», all’interno della quale viene affrontato anche il tema dei «fallimenti gemelli» delle sinistre moderate e radicali; ma soprattutto, assai opportunamente, l’autore affronta alcuni dogmi fondanti dell’attuale egemonia del capitale, individuando giustamente nell’anti-keynesismo e nella «interessata ortodossia del debito» altrettanti pilastri della «visione del mondo» neoliberistica tuttora egemonica, soprattutto in Europa. Egemonica, va aggiunto, anche a causa della capitolazione delle socialdemocrazie e dell’incapacità delle cosiddette «sinistre radicali» di analizzare correttamente la realtà e di offrire politiche alternative conseguenti. Tra i pregi non secondari di questo libro, che lo distinguono in positivo da altre recenti elaborazioni più o meno dotte, vanno annoverati la decisa affermazione dell’irriformabilità dell’Unione Europea e dell’esistenza di una «questione nazionale» non aggirabile dai comunisti.
La terza parte del libro, dedicata a «Lotta politica e contrasti ideologici», ripercorre alcuni passaggi cruciali dell’involuzione della sinistra postcomunista, ma fa anche correttamente i conti con i limiti che hanno caratterizzato la teoria e la politica del Prc, affrontando direttamente alcuni momenti significativi della storia di quel partito, e riaffermando – anche contro talune elaborazioni a suo tempo popolari dentro (e fuori) quel partito – la validità della categoria di imperialismo nella fase attuale contro il recupero della categoria kautskiana di «superimperialismo» da parte di Negri e Hardt. Completano questa parte una disamina delle radici della «nuova destra» e due saggi sull’atteggiamento dei comunisti nei confronti del governo giallo-verde.
La quarta e ultima parte del libro («Partito, movimenti e istituzioni»), affronta questo tema a partire dalla vicenda di Genova 2001, per poi affrontare criticamente l’attacco (regressivo) alla forma-partito, riproposta per contro nel percorso della «costituente comunista» lanciata nel 2016.
Mi sia consentito, al termine di questa breve rassegna dei temi-chiave di questo libro, richiamare il motivo principale per il quale queste pagine di Bruno Steri sono importanti e direi necessarie. Questo motivo risiede nel punto di vista che qui è espresso: il punto di vista di un comunista non pentito, capace di fare i conti criticamente (ma senza demonizzazioni) con la propria storia, e ostinatamente teso a riaffermare nel confronto teorico e nella prassi – con grande onestà intellettuale e con altrettanta passione – le ragioni del comunismo.

ISBN:
PAGINE: 212
ANNO: 2018
COLLANA: Doc(k)s
TEMA: -
Autore

Bruno Steri

Ha conseguito presso l'Università La Sapienza di Roma la laurea in Filosofia e il Dottorato di ricerca in Logica dei linguaggi naturali. È stato direttore della rivista «Essere comunisti» e coordinatore dell'omonima area tematica del Partito della rifondazione comunista. Attualmente è menbro della Segreteria nazionale del Partito comunista italiano, ricostituitosi nel 2016.