L’accalappiacani n. 5

«Uno sguardo diverso sugli avvenimenti del 2009»

L’accalappiacani n. 5

Settemestrale di letteratura comparata al nulla

Aa.Vv.

L'accalappiacani n. 5
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Numero dedicato all’«almanacco dell’anno scorso». I redattori non hanno scritto niente. Hanno scelto e montato le lettere inviate ai quotidiani e ai settimanali italiani nell’arco del 2009.
Ne è uscita un’immagine dell’anno precedente singolare e concreta, a volte delirante e a volte lucidissima, che riflette, deforma e mette in evidenza eventi grandi e piccoli del nostro recentissimo passato, come in questa lettera, che prende spunto dal terremoto in Abruzzo […]:

«Ho seguito con pena le vicende di questi giorni, ho pianto per i morti, ammirato l’abnegazione dei volontari e la dignità dei sopravvissuti. Accanto a questi sentimenti, una riflessione si è fatta viva nella mia mente: da insegnante di lettere, in pensione, non ho potuto fare a meno di notare la correttezza e la proprietà linguistica dei diversi intervistati. A qualsiasi età o ceto appartenessero, tutti riuscivano a rendere le loro emozioni in modo chiaro. Quanta differenza con il linguaggio dei terremotati degli anni passati, quando le persone stentavano a usare l’italiano! Merito della tanta bistrattata scuola? Lo voglio credere, perché mi ripaga delle tante accuse di cui mi sono sentita indirettamente oggetto nei miei lunghi anni di insegnamento».


Un assaggio

Gennaio

La politica delle esumazioni nel cimitero nuovo di Coviolo è a dir poco sconcertante. Da quanto mi è stato riferito, nelle prossime settimane si procederà all’esumazione di centoventi salme nel campo 1. Tra queste 64 sono del 1979 e le restanti 56 “solamente” del 1997
Per quanto riguarda queste ultime, l’esperienza del passato dice che un periodo di undici anni potrebbe essere non sufficiente per una completa consumazione delle salme, con la conseguenza di costringere i parenti ad assistere a una visione ben poco piacevole e a dover ripetere tra qualche anno l’operazione, pagando di conseguenza due volte la tariffa di esumazione. La dimostrazione è data proprio da quelle 64 salme del 1979 (su 120!!), che vennero esumate poco tempo dopo il termine di legge dei dieci anni (e forse anche una seconda volta in seguito) e poi ricollocate di nuovo. Oltretutto nei campi 3, 4 e 5 ci sono 2.400 sepolture che vanno dall’ottobre 1984 (ben 24 anni fa) al luglio 1997, tutte antecedenti a quelle del 1997 del campo 1. Perché non si procede ad esumare prima queste salme, come vorrebbero la logica e il buonsenso, seguendo un ordine cronologico?
Lettera firmata

Con mia grande meraviglia leggo che sui siti dei principali giornali inglesi imperversa un dibattito sulle matite degli insegnanti. Mi spiego meglio. Numerose scuole del Regno Unito avrebbero abolito l’uso della penna rossa per la correzione dei compiti degli allievi. A parte il fatto che l’argomento non mi sembra degno di tutta questa attenzione, ancor più mi stupisce la motivazione che starebbe alla base del provvedimento. Il rosso, sostengono coloro che lo hanno messo al bando, è un colore aggressivo che può ingenerare ansia o senso di colpa nello studente. Che di fronte a quel frego vermiglio si sentirebbe abbandonato e incompreso. Molto meglio se la correzione dello strafalcione grammaticale viene segnalata con il blu o il rosa… Ma cosa pensano i maestri di Sua Maestà, che l’ignoranza si combatta a colpi di colore? Per generazioni siamo cresciuti con i quaderni sottolineati da penne rosse, non credo che ciò abbia turbato il nostro equilibrio di studenti. Era un linguaggio chiaro tra insegnante e allievo e se il rosso sulla pagina la faceva da padrone voleva dire che dovevi metterti a studiare sul serio.
Maria B.

Mi rendo conto che questo non è uno “scoop”, ma il vostro giornale è sempre molto ospitale e perciò vi chiedo: potete mettere un avviso per dire alla gente che guida di mettere la freccia quando passa per la rotonda? La freccia non costa niente e risparmia che si faccia confusione e magari qualche tamponamento.
G. Z.

Recentemente ho letto sul nostro giornale lamentele pertinenti al mondo delle badanti che spesso provengono dai paesi dell’Est ed in particolare dall’Ucraina. Ben accettate le critiche comportamentali su loro operato, se del caso, che alcune di loro sono demotivate e di scarsa qualità… però voglio rammentare che qualche giorno fa è avvenuta la minaccia da parte dell’Ucraina di chiudere i metanodotti che passano sul loro territorio. E allora ringrazio il Destino che è sempre il supervisore delle cose del mondo e ringrazio anche l’uomo che tramite la scienza, ha da poco conosciuto la “teoria del caos” che più o meno recita che lo sbatter d’ali di una farfalla in Uganda produce Tsunami nelle Filippine!!! E sì, sembra proprio la “vendetta delle badanti”!!! Ricordiamoci che loro sono le gestrici delle cose più umili, che noi non vogliamo più fare, del tipo lavare i pavimenti, accompagnare le persone anziane e quant’altro annesso e connesso al mondo delle cose umili ma spesso si trovano in condizioni di essere sballottate da penose file per i permessi di soggiorno o ancor peggio a stare in condizioni di clandestinità ma anche a vere e proprie prepotenze dettate, ahimè, dal nostro potere economico. Sarà anche colpa di alcune di loro, per carità, se non fanno il proprio operato in modo sublime vanno sicuramente riprese ma non si dimentichi mai che la maggior parte di loro sono portatrici di grande umanità e di grandi culture, pur essendo in condizioni di tanta povertà
Tutto il loro ricavato spessissimo viene rinviato alla loro famiglia di origine spesso con figli in corso di crescita e anziani da mantenere e come d’incanto 800 euro, là diventano più o meno otto o nove mesi di lavoro di un operaio. Adesso però sappiamo che con una semplice chiusura di una saracinesca idraulica del gas metano, d’incanto… noi siamo al freddo!!! Morale: quando vedete una badante a spasso con un anziano, lanciate a loro un bel sorriso amichevole e se proprio non riescono a capire i vostri “comandi” vocali in italiano portate un po’di pazienza!!! Loro sanno solo la lingua russa che è in cirillico e non è proprio facile da tradurre… Chissà, che loro tornando a casa potranno dire: “Sti italiani sono proprio simpatici, dai apri quel rubinettone del gas”!!! Meditate, signori, meditate.
Giangiacomo P.

Ho ricevuto la Social Card ma non posso utilizzarla perché non mi hanno spedito il Pin. Mi avevano assicurato, alle Poste, che sarebbe arrivato due giorni dopo il rilascio della card. Sono passati 15 giorni e non ho avuto ancora niente!
Alberto Z.

I tg effettuano spesso collegamenti in diretta da postazioni volanti per la strada. Nonostante gli sforzi di «stringere» l’immagine sui corrispondenti, una folla saltella alle loro spalle ridendo, chiamando la mamma al telefonino, facendo ciao con la manina. Possibile che la Rai non riesca a trovare luoghi più adatti, se proprio deve trasmettere all’aperto?
Domenico G., Napoli

ISBN: 978-88-6548-002-1
PAGINE: 160
ANNO: 2010
COLLANA: -
TEMA: Immaginari

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