Laissez-faire e comunismo

«Keynes e l’attualità del collettivismo democratico»

Laissez-faire e comunismo

A cura di Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro

ESAURITO
€8,50
€10,00
Lista dei desideri

La prima traduzione in italiano di un breve ma decisivo classico dell’economista J. M. Keynes, curata da Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro, che introducono il testo.
Pubblicato per la prima volta nel 1926, nelle intenzioni del suo autore questo testo era rivolto al pubblico progressista americano, allora sensibile alle suggestioni del «collettivismo democratico» e convinto che la teoria del laissez-faire al mercato dovesse ritenersi defunta.
Un’analisi ricca di spunti per la lettura del presente, oggi che la fede nella capacità di auto-regolazione del capitalismo è tornata a vacillare e che la Cina comunista attraversa un periodo di grande espansione a fronte della gravissima crisi delle economie occidentali.


Un assaggio

Dalla prefazione
di Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro

Nel dicembre 1919 J. M. Keynes iniziò a collaborare con la rivista americana «The New Republic», fondata e allora ancora diretta da Walter Lippmann. I suoi lettori si collocavano a sinistra dell’opinione pubblica liberal: appartenevano a quella vasta cerchia di intellettuali progressisti, le cui concezioni di un nuovo ordine economico traevano ispirazione tanto dalle teorizzazioni socialiste che dal modello prussiano di controllo pubblico dell’economia. In molti avevano salutato l’entrata in guerra come l’alba di una nuova era di «collettivismo burocratico» e di «controllo sociale» e qualcuno aveva perfino inneggiato alla morte del laissez faire. Tutti, comprensibilmente, guardavano con critico interesse alle sperimentazioni allora in atto nella neonata Unione Sovietica
Laissez faire e comunismo, che qui si offre nella prima traduzione italiana, fu concepito per loro e contiene due scritti che costituiscono la migliore introduzione alla filosofia politica di Keynes. Di tutti e due si troverà traccia, e se ne vedrà una sistemazione teoretica compiuta, nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936). Sono scritti di rara limpidità, che si possono consegnare direttamente al lettore. Tuttavia può essere utile qualche pagina sul loro contesto storico e biografico, e qualche rinvio alla stessa Teoria generale: con particolare riguardo al rapporto tra questa, in un punto solo ma cruciale, con l’altro e primo monumento del pensiero economico critico, il Capitale di K. Marx; al ruolo della moneta, secondo Keynes, nel funzionamento del sistema capitalistico; e alla dimostrazione della necessità di un intervento dello stato, e di altre misure, al fine di rimediare ai principali «difetti» di questo sistema.

Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro

ISBN: 978-88-89969-96-0
PAGINE: 84
ANNO: 2010
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Economia e lavoro
Autore

John Maynard Keynes


STESSO TEMA