Le due modernità

I fondamenti della modernità nella più completa monografia su Koselleck

Le due modernità

Critica, crisi e utopia in Reinhart Koselleck

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Reinhart Koselleck è uno dei più importanti storici e teorici della storia del XX secolo. La sua storiografia politica ha contribuito in maniera determinante al ripensamento dei nodi fondamentali della modernità, dei suoi ritmi temporali, delle sue cesure epocali. E ha offerto uno sguardo non usuale, scettico e disincantato sui problemi del presente. Questo libro ne ricostruisce analiticamente il pensiero, indagandolo per la prima volta a partire da una ricerca di archivio su importanti inediti: tra tutti, il carteggio con Carl Schmitt, Hans-Georg Gadamer e Hans Blumenberg – oltre ad altri materiali inediti conservati negli archivi di Düsseldorf e Marbach am Neckar. La ricerca condotta sul lascito manoscritto di Koselleck, oltre che sui suoi testi pubblicati in vita, fa di questo lavoro la più completa e aggiornata sintesi critica sulla vita e l’opera di questo «maestro affascinante» che, per dirla con Rudolf Vierhaus, «nella terminologia del XVIII secolo sarebbe stato definito come “filosofo”».


Un assaggio

Dall’introduzione di Gennaro Imbriano

Questa ricerca ha avuto come oggetto la tematizzazione del concetto di «crisi» nella riflessione storico-teorica di Reinhart Koselleck. Più precisamente, si è trattato di indagare dal punto di vista della storia delle idee il modo in cui la problematica connessa a questo concetto è stata pensata dall’autore e disposta sullo sfondo della sua teoria della storia. Tale problematica definisce e struttura, per Koselleck, l’orizzonte storico dell’esperienza della modernità.
Fin dai tempi di Kritik und Krise, la sua tesi di dottorato, Koselleck intende il mondo storico come lo spazio del conflitto, della guerra civile, della crisi, e predispone la critica teorica a individuare gli strumenti che possano mediare e neutralizzare i loro effetti distruttivi. Arruolatosi, durante il secondo conflitto mondiale, sul fronte orientale, ferito e scampato miracolosamente alla morte, Koselleck sarà catturato e internato in un campo di prigionia sovietico a Karaganda, in Kazakistan; di ritorno in Germania, avvierà i suoi studi di storia, filosofia, diritto e sociologia presso l’Università di Heidelberg proprio in conseguenza della sua esperienza della guerra. Tra il 1947, anno del suo trasferimento a Heidelberg, e il 1954, anno del suo addottoramento, lo studio della storia moderna è per lui funzionale a dare risposta a questioni esistenziali: come è possibile che la modernità abbia prodotto le sue storture? Da dove esse derivano? Quali antidoti è possibile opporre alla degenerazione della guerra civile e della violenza che abitano la modernità?
Da queste domande Koselleck partirà. Nella sua tesi di dottorato individuerà la genesi della parabola moderna nell’illuminismo politico e nella sua vocazione alla temporalizzazione e all’utopia, disponendo su queste basi tutta la sua riflessione successiva. In essa, il tema della «crisi» è centrale. Esso non rappresenta soltanto l’originaria questione da cui la riflessione di Koselleck muove, ma l’elemento che pervade anche i suoi svolgimenti successivi, restando sullo sfondo di tutta la produzione dell’autore. L’ipotesi da cui questa ricerca muove e che ne costituisce la tesi principale è che sarebbe possibile parlare, a proposito della produzione di Koselleck, di un vero e proprio «pensiero della crisi»: della sua origine, dei suoi sviluppi, della possibilità del suo governo attivo e della sua neutralizzazione.
Questa ipotesi non è scontata né – è ovvio – necessariamente condivisibile. Koselleck è autore per sua natura asistematico. Conferire al suo lavoro storiografico il piglio dell’univocità tematica è relativamente arduo, poiché il modo in cui nelle sue pagine la materia storica è trattata consegna costantemente l’evidenza di metodi, interessi, obiettivi assai variegati. Rispetto ai problemi che affronta, del resto, Koselleck propone teorie che il più delle volte sono ipotesi quasi solo abbozzate, spesso volutamente indefinite ai loro margini.
Koselleck è ostile al sistema e, in generale, a quella che definisce l’utopia della «storia totale», della quale si guarda bene dal riprodurre i topoi2. Sulle proprie teorie, del resto, egli torna più volte, rivedendo costantemente le precedenti formulazioni, arricchendole con continui ripensamenti, accorgimenti, precisazioni. Nelle sue mani, la materia storica è oggetto di una continua sperimentazione, che soffre teorie definitive e sintesi unitarie.
Tutto ciò non impedisce però di provare a rintracciare elementi di persistenza, problemi fondamentali, trasformazioni interne ragionevolmente decodificabili. In quanto elabora una teoria sulla genesi del mondo moderno e sulle caratteristiche che ne determinano la specificità epocale; in quanto fornisce gli elementi teorici per la formulazione di una teoria delle condizioni di possibilità della storia; in quanto viene costruendo, all’interno dei vari ambiti disciplinari che attraversa – storia sociale, storia concettuale, semantica storica, storia costituzionale – un proprio metodo, frutto di una specifica interconnessione tra i vari procedimenti che sono all’opera nelle diverse discipline; in quanto, infine, propone una specifica modalità dell’indagine storica e precise ipotesi relative alla relazione tra strutture sociali, forme della politica e modalità dell’espressione linguistica, Koselleck mette a punto un complesso problematico nel quale è possibile rintracciare elementi di coerenza. Di questa tesi si proverà a fornire prova nel corso di queste pagine.

ISBN: 978-88-6548-147-9
PAGINE: 416
ANNO: 2016
COLLANA: Labirinti
TEMA: Filosofia
Autore

Gennaro Imbriano

Gennaro Imbriano è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna. Autore di numerosi saggi sulla storia del pensiero filosofico e politico contemporaneo, apparsi in riviste italiane e tedesche, ha curato recentemente l’edizione italiana della voce Krise dei Geschichtliche Grundbegriffe koselleckiani (ombrecorte, 2012, in collaboraz. con Silvia Rodeschini) e ha pubblicato un contributo sulla filosofia di Heidegger e di Gentile nell’opera Croce – Gentile, edita dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.
RASSEGNA STAMPA

Le due modernità («Scenari»)

Sul settimanale «Scenari» di Mimesis edizioni la recensione a "Le due modernità", di Gennaro Imbriano – 18 aprile 2016

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I concetti che concorrono a modificare gli eventi («L'Indice»)

Sull'«Indice dei libri del mese» la recensione a "Le due modernità", di Gennaro Imbriano – ottobre 2016

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Il pensiero della crisi secondo Koselleck (il manifesto)

Sul il manifesto una bella recensione a Le due modernità – 27.12.2016.

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Dialéctica de la modernidad en Reinhart Koselleck

Una recensione di Le due modernità uscita su «Ariadna histórica. Lenguajes, conceptos, metáforas».

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Materialismo storico

Una recensione de Le due modernità apparsa su Materialismo storico num. 1-2 del 2016.

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