L’editore

«La morte di Feltrinelli nel contesto incandescente delle lotte sociali»

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Prefazione di Aldo Nove

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Un giovane regista, un professore universitario, un libraio e una giornalista si ritrovano durante un week-end in montagna a discutere sulla possibilità di realizzare una sceneggiatura cinematografica sulla vicenda di Giangiacomo Feltrinelli, l’editore dell’omonima casa editrice morto a causa di un’esplosione che nelle sue intenzioni doveva abbattere un traliccio dell’alta tensione a Segrate, alle porte di Milano.
La storia di quel dramma si dipana attraverso l’utilizzo di vari registri narrativi (il freddo linguaggio scientifico del verbale dell’autopsia sul cadavere; le cronache giornalistiche ridondanti di luoghi comuni; il racconto orale di ciascun componente del quartetto di «sceneggiatori» che aveva avuto modo di conoscere a fondo il protagonista del romanzo).
Attraverso un virtuoso metodo di montaggio di questi diversi registri, Balestrini riesce a collocare l’evento della morte di Feltrinelli nel contesto incandescente delle lotte sociali degli anni successivi al ’68, conferendo una giusta dignità a un personaggio per lungo tempo denigrato e ridotto al rango di un romantico sognatore di una speranza rivoluzionaria velleitaria e pericolosa per i destini della democrazia.


Un assaggio

Ore 14,30 il cadavere giace sul tavolato di maiolica bianca attraversato da scanalature lungo le quali può scorrere il sangue il corpo è nudo la pelle è singolarmente pallida color bianco avorio su sfondo grigiastro è questa la prima indicazione esteriore che la morte sia sopravvenuta per dissanguamento il professore fa un cenno il tecnico di settore l’uomo cioè che esegue materialmente i tagli affonda il bisturi con moto circolare tutt’intorno alla nuca il cuoio capelluto viene scalpato e rovesciato sul volto è il primo atto del sezionamento vero e proprio nel silenzio stride la sega circolare che incide per intero la calotta cranica se ne toglie la sommità il cervello è allo scoperto, ma non c’era nulla qui niente picchi niente vita niente ascensioni né questa sommità era esattamente una sommità non aveva sostanza non solide basi essa pure crollava qualunque cosa fosse si sbriciolava mentre egli precipitava precipitava nel vulcano che doveva avere scalato dopo tutto sebbene ora avesse nelle orecchie quel rumore di lava che trabocca orribilmente era in eruzione ma no non era il vulcano era il mondo stesso che stava esplodendo che esplodeva in neri grumi di villaggi catapultati nello spazio e lui che cadeva in mezzo a tutto ciò nell’incredibile pandemonio di un milione di carri corazzati nel bagliore di dieci milioni di corpi fiammeggianti cadeva entro una foresta cadeva quando il bisturi prende a funzionare alle 14,30 i preliminari dell’autopsia sono in corso già da due ore nell’aula di media ampiezza e con due tavoli anatomici la salma era stata portata alle 12,30 era stato tolto il telo e si erano scattate numerose fotografie del cadavere vestito da lontano in campo intero e da vicino in ogni dettaglio poi il corpo era stato lentamente spogliato ogni capo di vestiario descritto e inventariato camicia panciotto una giacca spigata pantaloni verdastri sopra un secondo giaccone di tipo militare verde

ISBN: 88-88738-89-4
PAGINE: 136
ANNO: 2006
COLLANA: Narrativa
TEMA: Immaginari, Violenza rivoluzionaria
Autore

Nanni Balestrini

Nanni Balestrini
Nato a Milano nel 1935, vive tra Roma e Parigi. Negli anni Sessanta è stato tra i principali animatori della stagione della «neoavanguardia». È autore di numerose raccolte di poesia e di romanzi di successo. Insieme a Umberto Eco, oggi anima la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». La casa editrice DeriveApprodi sta procedendo all'edizione completa delle sue opere.

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