Lo spettatore emancipato

«Ripensare la politica grazie all’estetica: un libro fondamentale di Jacques Rancière»

Lo spettatore emancipato

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Cosa intendiamo esattamente quando parliamo di «arte politica» o di «politica dell’arte»? A che punto siamo oggi con la tradizione delle avanguardie artistiche o con il desiderio di fare della vita un’opera d’arte? Com’è possibile che la denuncia del «commercio delle immagini» finisca col coincidere con l’accettazione melanconica dell’onnipotenza dell’immagine della merce?

Per rispondere a queste domande, occorre fare un passo indietro e indagare un presupposto della teoria critica, quello fondato sull’idea della passività di chi guarda e dell’alienazione che ne consegue. Viene da Platone e dalla sua caverna. Demolire questo presupposto significa ripensare non solo la divisione tra attivo e passivo (l’attore e il pubblico ad esempio), ma anche quella tra sapiente e ignorante (l’esperto e il popolo ad esempio) e immaginare una capacità di critica e di emancipazione che è da sempre alla portata di ciascuno.

Le riflessioni di Jacques Rancière sui paradossi estetici dell’arte contemporanea (teatro, cinema, arti plastiche e performative) e sulle loro intenzioni politiche ci consentono di ripensare non solo l’estetica, ma l’intera scena della politica.

Poiché se l’emancipazione è una capacità di tutti, ciò che viene meno è la divisione del sapere, la divisione del lavoro e il ruolo delle avanguardie, siano esse tanto artistiche quanto rivoluzionarie.


ISBN: 978-88-6548-190-5
PAGINE: 160
ANNO: 2017
COLLANA: OPERAVIVA
TEMA: Filosofia
Autore

Jacques Rancière

Jacques Rancière
Allievo di Louis Althusser, il lavoro di riflessione politica e filosofica di Jacques Rancière è tra i più importanti del pensiero contemporaneo. Tra le sue opere disponibili in italiano: Il maestro ignorante (Mimesis, 2009), L'odio per la democrazia (Cronopio, 2007), Il disaccordo (Meltemi, 2007).

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