Lo spettatore emancipato

«Una comunità emancipata è una comunità di cantastorie e di traduttori»

Lo spettatore emancipato

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Chi guarda non sa vedere: questo è il presupposto che attraversa la storia della filosofia e dell’emancipazione, dalla caverna platonica alla debordiana società dello spettacolo. Per guarire lo spettatore da tale infermità, filosofi e rivoluzionari – e da alcuni decenni anche gli artisti – si troveranno accomunati nell’intento di strapparlo dalle illusioni percettive e conoscitive che ne farebbero un subalterno. Il libro di Jacques Rancière – tradotto in decine di lingue e ora disponibile anche in italiano – propone un integrale rovesciamento: l’emancipazione della quale la figura dello spettatore è portatrice passa per lo sguardo e la passività, per un diverso uso delle capacità di percepire che sono di ciascuno e la possibilità di tradurre in pensiero o in azione anche ciò che si guarda senza conoscere. Da questa prospettiva, quella di una comune incapacità e di una comune ignoranza, si tratta di definire proprio altre capacità e altri saperi, passando da un mondo sensibile dato a un altro mondo sensibile. Nella produzione di questo dissenso, che manderà in frantumi un mondo comune creandone un altro, il ruolo che vi è svolto dall’arte è quanto questo libro si propone di indagare.


Un assaggio

«L’emancipazione dello spettatore, di ognuno di noi come spettatore, consiste in questo potere di associazione e dissociazione. Essere spettatore non è una condizione passiva che dovremmo trasformare in attività, è la nostra condizione normale. Noi impariamo e insegniamo, agiamo e conosciamo anche come spettatori che di volta in volta connettono ciò che vedono con quello che hanno visto e detto, fatto e sognato. Non esiste una forma privilegiata, così come non esiste un punto di partenza privilegiato. Ovunque ci sono dei punti di partenza, delle intersezioni e delle giunture che ci permettono di imparare qualcosa di nuovo, se anzitutto rifiutiamo l’esistenza di una distanza radicale, in secondo luogo la distribuzione dei ruoli e infine le frontiere tra territori. Non spetta a noi trasformare gli spettatori in attori e gli ignoranti in sapienti. Quel che ci spetta è riconoscere il sapere all’opera nell’ignorante e la peculiare attività dello spettatore. Ogni spettatore è già attore della propria storia; ogni attore, ogni uomo d’azione è spettatore della stessa storia».

ISBN: 978-88-6548-190-5
PAGINE: 176
ANNO: 2018
COLLANA: OPERAVIVA
TEMA: Arte, Filosofia
Autore

Jacques Rancière

Jacques Rancière
Allievo di Louis Althusser, il lavoro di riflessione politica e filosofica di Jacques Rancière è tra i più importanti del pensiero contemporaneo. Tra le sue opere disponibili in italiano: Il maestro ignorante (Mimesis, 2009), L'odio per la democrazia (Cronopio, 2007), Il disaccordo (Meltemi, 2007).

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