L’Onda che viene

«Studenti e precari uniti per una lotta comune»

L’Onda che viene

Tesi per rilanciare il movimento

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Il CRUI(e), Comitato Rivoluzionario per l’Università italiana (in esilio), nasce il 1º agosto 2010 a Berlino a opera di un gruppo di studenti e ricercatori precari che studiano o lavorano a intermittenza nelle Facoltà italiane o negli Istituti scolastici superiori. Una rappresentanza dell’intero sottobosco di ciò che resta del sistema della Pubblica Istruzione italiana.
Questo testo, frutto delle numerose discussioni svolte nel corso di questi lunghi mesi di «esilio», vuole essere un’occasione di riflessione e di rilancio. Riprendere in mano l’esperienza dell’Onda, analizzarne i principali nodi teorici e politici (non ultimo quello, oggi sempre più rilevante, della difesa e della produzione del Comune), in vista di un nuovo autunno di lotte: in vista, appunto, dell’Onda che viene.


Un assaggio

Il CRUI(e), Comitato Rivoluzionario per l’Università italiana (in esilio), nasce il 10 agosto 2010 a Berlino, a opera di un gruppo di «giovani» studenti e ricercatori precari allontanatisi dal dolce suolo natio al fine di riflettere, a distanza di sicurezza, sulle tristi vicissitudini del Bel Paese. La maggior parte di loro studia o lavora a intermittenza nelle Facoltà filosofiche e giuridiche italiane o negli Istituti scolastici superiori: sono laureandi, laureati, dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti, tirocinanti, supplenti: «rappresentano», insomma, l’intero sottobosco di ciò che resta del sistema di Pubblica Istruzione italiano.
Il loro volontario esilio a Berlino, anch’esso a tempo determinato, è dovuto al bisogno di riflettere serenamente sulle prospettive del movimento dell’Onda, venuto alla luce nell’autunno del 2008 in seguito ai tagli decretati dal Governo nei confronti dell’Università, della Scuola e della Ricerca pubblica e che ha visto, nel corso dell’anno accademico 2009/2010, una battuta d’arresto significativa.
Il CRUI(e) è un comitato assolutamente pacifico, i suoi membri sono onesti cittadini incensurati (almeno sino a oggi) che guardano con preoccupazione al loro futuro e a quello della loro generazione. A essi è toccato in sorte un tempo noioso, un tempo cioè in cui non sembra succedere mai nulla di interessante: in pratica vivono in un mondo catodico, spettacolare e per questo motivo si sentono assai disgustati.
I comunicati e gli articoli qui raccolti sono stati pubblicati, in maniera quasi catacombale, su riviste, siti internet e giornali di movimento: sono dei frammenti, degli atti di insubordinazione, delle urla di protesta nei confronti di un vecchio sistema politico-economico che fa della menzogna il proprio stile di vita e della precarietà (economica ed esistenziale) un’arma di ricatto nei confronti delle giovani generazioni.
Il CRUI(e) non ha nessuna pretesa di cambiare, da solo, l’ordine dominante delle cose, né crede di poter far molto contro la marmellata culturale e televisiva che ha invaso il nostro Paese. Tuttavia, il cambiamento, la trasformazione radicale restano comunque l’orizzonte comune di pensiero e azione verso cui il CRUI(e) ha indirizzato i suoi sforzi. Il CRUI(e) ritiene perciò che sia opportuno, in questo particolare momento storico, provare a dare maggiore visibilità alle numerose e proficue discussioni che si sono svolte tra i suoi membri, nel corso di questi lunghi mesi di esilio.
Nel corso di questo lungo periodo lontano dall’Italia, infatti, i membri del CRUI(e) hanno avuto modo di leggere molto e alcuni degli scritti che troverete in questo libretto sono liberamente ispirati ad autori a loro molto cari: Agamben, Arendt, Benjamin, Debord, Deleuze, Dutschke, Engels, Ferrari Bravo, Foucault, Guattari, Marcuse, Marx, Negri, il collettivo Tiqqun (da cui i membri del Comitato hanno tratto ispirazione per i loro comunicati politici e per il testo intitolato Il grande gioco della guerra civile) e il collettivo Wu Ming. I membri del CRUI(e) hanno ritenuto opportuno dare alle stampe questo libretto mantenendo l’anonimato perché fanno parte di un movimento orizzontale e diffuso, che critica i dispositivi tradizionali della rappresentanza politica.
Sono quindi contrari a ogni forma di personalismo, sia fuori che all’interno del movimento, non amano le leadership e non hanno davvero nulla da dire su ciò che rappresentano (perché, come diceva una vecchia canzone, quello che rappresentano lo inventano).

ISBN: 978-88-6548-013-7
PAGINE: 96
ANNO: 2010
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Beni comuni, Movimenti, Plebi e moltitudini
Autore

Comitato rivoluzionario per l'università italiana (in esilio)


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