Miserie e splendori dell’urbanistica

«Contro l’inarrestabile saccheggio di città e territori la magnifica utopia di una nuova urbanistica»

Miserie e splendori dell’urbanistica

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Miserie e splendori dell'urbanistica
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Nell’età delle diseguaglianze urbane, della mercificazione dello spazio pubblico, del vertiginoso consumo di suolo, l’urbanistica ha subìto una mutazione genetica e ha perso la sua vocazione originaria. Da disciplina del welfare, dispensatrice – certo perfettibile – di diritto alla città, è divenuta complice del neoliberismo, ha abbandonato il dato sociale. Lo statuto disciplinare dell’urbanista si è conformato ai diktat del Mercato, dando seguito all’attacco sferrato da forze regressive, elitiste e antidemocratiche, che a partire dagli anni Settanta hanno smantellato diritti e stato sociale. Lo strumentario urbanistico ha perciò assunto concetti, metodi e lessico presi a prestito dall’economia finanziarizzata, pienamente interni alla logica distruttiva ed estrattiva che ha saccheggiato città e territori globali: una strategia fallimentare. È urgente mettere in campo un’utopia, un ribaltamento di paradigma. Ma l’utopia moderna è fatta di pratiche quotidiane, spesso ai margini, spesso antagoniste, già in atto nella nostra società in mutamento. Per ricostruire una “buona urbanistica” è allora necessario ripartire dalla osservazione dei conflitti sul territorio; dai saperi critici che ne derivano; e dalle nuove forme di esistenza collettiva che si prendono cura degli ambienti di vita, delle relazioni ecosistemiche, che rigettano la logica economica del “prendere senza restituire”. Che contengono il germe di altri mondi possibili.


Un assaggio

«Sono non pochi i meriti di questo libro realizzato a due mani da un ingegnere, Enzo Scandurra, urbanista per irresistibile vocazione e raro esempio di “tecnico” conquistato dai saperi umanistici; e da un architetto, Ilaria Agostini, anch’ella ibrida figura intellettuale, versata com’è nella storia del territorio, nell’analisi dei fenomeni urbani del nostro tempo, nella critica di ispirazione ambientalista alle forme dello sviluppo capitalistico. Una miscela di saperi che è oggi condizione indispensabile per produrre conoscenza originale, analisi non conformistica dei fenomeni sociali. Non sono pochi i meriti perché il libro ci offre al tempo stesso una riflessione generale sul destino di una disciplina che nasce con l’età contemporanea, sulle influenze che essa ha avuto nel tempo, sulle sue metamorfosi recenti e soprattutto sulle trasformazioni reali che l’oggetto centrale di essa – la città – ha subito dentro i vasti rivolgimenti economici, sociali e ambientali della nostra epoca. Il quadro del racconto si muove in sobrio equilibrio tra uno spazio universale, che è quello del pensiero urbanistico (ma anche filosofico, sociologico, ecologico, antropologico) e uno, esemplificativo, “locale”, che è quello dell’Italia, delle sue città, ma non senza frequenti richiami ad altre esperienze europee e internazionali».

ISBN: 978-88-6548-235-3
PAGINE: 192
ANNO: 2018
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Ambiente, Beni comuni, Metropoli e spazi urbani
Autori

Ilaria Agostini

ricercatrice di Urbanistica all’Università di Bologna, è docente presso il dottorato di Ingegneria dell’architettura e dell’urbanistica de «la Sapienza» di Roma. La sua ricerca verte sui temi della vita situata: gli ambienti urbani e rurali che la accolgono, i modi della trasformazione territoriale, le politiche della città e del paesaggio. Tra i suoi libri: Il paesaggio antico (Aión, 2009), Il diritto alla campagna (pref. Vandana Shiva, Ediesse, 2015), La città e l’accoglienza (con E. Scandurra et al., manifestolibri, 2017). Ha curato: Viaggio in Italia. Le città nel trentennio neoliberista (con P. Bevilacqua, manifestolibri, 2016); Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia-Romagna (Pendragon, 2017).

Enzo Scandurra

Enzo Scandurra, romano, è professore ordinario di urbanistica presso l’università «la Sapienza» di Roma. Diverse volte direttore del Dipartimento di Architettura e Urbanistica, collaboratore de «il manifesto» e di numerose riviste scientifiche. Ha scritto molti saggi sul tema della città e dello sviluppo sostenibile. Tra i suoi ultimi libri: Storie di città (con Giovanni Attili et al.), Ed. Interculturali, Roma 2007; Un paese ci vuole. Ripartire dai luoghi, Città Aperta, Troina (En) 2007; Modello Roma. L’ambigua modernità (con altri), Odradek, Roma 2007; Ricominciamo dalle periferie. Perché la sinistra ha perso Roma (con M. Ilardi), manifestolibri, Roma 2009; Lungoilfiume (con altri), Franco Angeli, Milano 2009, Vite periferiche. Solitudine e marginalità in dieci quartieri di Roma, Ediesse, Roma 2012.

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