Morti di scienza

«La scienza raccontata nei suoi crimini meno conosciuti»

Morti di scienza

Crimini, scienziati e scoperte

Morti di scienza
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Ci si può suicidare per un’equazione? Si può uccidere per un nuovo modello di telegrafo? Se chiedessimo ai criminologi ci direbbero di no. Ma questo libro prova il contrario. Immaginate scienziati in anticipo sull’epoca in cui vivono che non sopportano più l’incomprensione dei loro contemporanei. Geniali inventori, vittime del potenziale economico delle loro innovazioni, piratati da avidi investitori. Dispute di attribuzione che si trasformano in tragedie.
La storia della scienza è disseminata di scene del crimine, esattamente come quelle di un romanzo giallo. Ma quelle qui raccontate sono tutte vere. Questo libro mostra come la ricerca scientifica sia il teatro di tragiche passioni, dove tra i ricercatori omicidi e suicidi sono la principale causa di mortalità, ben più degli incidenti sul lavoro.
Un’altra storia delle scienze, insieme divertente e crudele, dall’Antichità ai giorni nostri. Un libro per aneddoti e personaggi che per ogni scoperta scientifica ci rivela il suo «dramma» e il rivolo di sangue che l’accompagna.


Un assaggio

In cosa consiste esattamente il mestiere dello scienziato?
«Che cosa fa al mattino, quando arriva nel suo laboratorio?», mi chiedeva una giornalista qualche tempo fa, nel corso di un’intervista. Ahimè, cara signora, la mattina evito accuratamente il laboratorio… soprattutto se non ho ancora bevuto il primo caffè della giornata!
La ricerca scientifica, infatti, esige facoltà mentali in piena attività, un entusiasmo gioioso per le nuove idee, un atteggiamento decisamente visionario nei confronti della questione più insignificante. («La scienza è il metodo migliore per rispondere a tutte quelle domande che nessuno si pone», affermava un umorista). Ci vuole, inoltre, un’onestà intellettuale incrollabile e completamente disinteressata.
Raramente queste condizioni si verificano tutte insieme la mattina di buon’ora, meglio perciò cominciare con una piccola deviazione verso l’ufficio… Lettura di un po’ di posta elettronica senza alcun interesse… Smaltimento ecologico di vecchie carte ammucchiate il giorno prima… Sistemazione delle penne, a seconda del colore… Strappo di una pagina del calendario… A essere sinceri, i periodi d’intensa creatività, alla fine dei quali ci ritroviamo con un «mistero dell’universo» risolto in maniera scientifica, sono rari.
Ma in tal caso, che battaglia! Complemento straordinario della ragione e della passione, la decifrazione di un «mistero dell’universo» non tollera nessun tipo di compromesso. Una volta definita la natura del problema in oggetto, ne viene analizzato ogni minimo aspetto, sotto tutti gli angoli e a tutte le scale possibili, sottoponendolo agli esperimenti più ingegnosi. Il fenomeno, sbarazzato dai suoi risvolti parassitari e dai suoi travestimenti ingannevoli, costretto nella camicia di forza di una descrizione matematica limitata a poche equazioni, le più semplici possibili, viene passato al setaccio di tutte le teorie conosciute nell’ambito preso in esame e spietatamente confrontato alle leggi fondamentali più inconfutabili.
Naturalmente, tutti i risultati, sia teorici, sia sperimentali, ottenuti in un luogo determinato, sono immediatamente diffusi a tutta la rete della «comunità scientifica internazionale». Allora, molto rapidamente, in tutto il mondo si moltiplicano gli attacchi al terribile enigma, che tenta di resistere ancora un po’ prima di capitolare inesorabilmente e dissolversi nella «conoscenza scientifica», quel grande serbatoio di concetti, organizzato come una fortezza del Medioevo, inattaccabile, in teoria.
Il fenomeno, che alle menti più brillanti di un’epoca trascorsa era apparso incredibile, si presenta ora come la conseguenza naturale, quasi banale, di determinate leggi generali conosciute da tempo, e la sua descrizione teorica si riduce a qualche sviluppo matematico che si insegnerà dapprima nelle università e poi nei licei.
La scoperta, ormai passata all’ambito della cultura generale, sopravvive in una moltitudine di applicazioni di cui, in breve, nessuno potrà più fare a meno. Altrettanti nuovi e redditizi mercati che gli scienziati considerano con sguardo sdegnoso, proprio di coloro che si dedicano eroicamente alla «ricerca disinteressata della verità». Già gli scienziati si volgono verso altri «misteri dell’universo» e affrontano nuove sfide, in particolare quei dieci o venti problemi sorti inaspettatamente mentre cercavano di risolvere quello precedente.
Una descrizione romanzesca della ricerca scientifica, ridacchieranno alcuni, ma alla quale manca tuttavia un ingrediente essenziale in un romanzo autentico: la morte. Il fatto è che, durante il percorso, la battaglia ha lasciato qualche cadavere ai bordi del progresso. Alcuni esperimenti sono andati per il verso sbagliato e gli autori non sono sopravvissuti. Si sono accese polemiche così violente che hanno spinto questo o quel protagonista a un’incontenibile violenza. La «verità» è stata manipolata con scarso rispetto per la gratitudine che gli autori del dibattito avrebbero potuto aspettarsi ed è così che la disperazione prende il sopravvento, spingendo l’interessato a preferire la morte all’indifferenza.
I criminologi vi diranno che si uccide o ci si suicida per denaro, per rivalità in amore, per il potere. Ma si può assassinare per una formula chimica? O per la configurazione di un apparecchio telegrafico? Ci si può suicidare per un’equazione risolta in modo sbagliato? O per la solidità di un filo? Le statistiche sembrano dire di no. Quest’opera vi dimostrerà esattamente il contrario.

ISBN: 978-88-89969-67-0
PAGINE: 264
ANNO: 2009
COLLANA: Cronache
TEMA: Cultura materiale, Economia e lavoro
Autore

Pierre Zweiacker

Pierre Zweiacker è fisico e insegna presso l’Università e l’Ecole polytechnique di Losanna (Svizzera). È l’autore di diversi saggi di divulgazione scientifica.

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