Nemici dello Stato

«Un racconto sulle “emergenze” costruite»

Nemici dello Stato

Criminali, «mostri» e leggi speciali nella società di controllo

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Emergenza terrorismo, mafia, corruzione, immigrazione, pedofilia […] in Italia lo stato di emergenza è normalità. Il Luther Blisset Project ricostruisce i meccanismi politici, giuridici e mass-mediatici coi quali si è imposto un giro di vite autoritario e giustizialista nel nostro paese.
Gli autori tracciano una storia delle «emergenze» più clamorose attraverso le quali si è data una continua ri-definizione del «nemico pubblico. Grazie all’emergenza, agli occhi della fantomatica «opinione pubblica» viene resa accettabile e necessaria non solo la violazione ma la vera e propria sospensione delle libertà formalmente garantite. Dagli anni Settanta in avanti, il metodo di governo è consistito interamente in un avvicendarsi di emergenze. Da sempre esiste una complicata dialettica dell’incostituzionalità, al cui interno l’emergenza ha stabilito una propria retorica. Le emergenze servono a introdurre nuove forme coercitive nella divisione sociale del lavoro, nonché a prevenire probabili «devianze» e antagonismi.


Un assaggio

Cercheremo di essere lievi
Chiamiamo “emergenza” una continua ri-definizione strumentale del “nemico pubblico” da parte dei poteri costituiti. Grazie all’emergenza, agli occhi della fantomatica “opinione pubblica” viene resa accettabile non solo la violazione ma la vera e propria sospensione delle libertà formalmente sancite dalle Costituzioni e dalle Carte dei diritti umani. Accettabile? Di più: necessaria e auspicabile al fine di “difendere la democrazia”
In Italia, dagli anni Settanta in avanti, il metodo di governo è consistito interamente in un avvicendarsi di emergenze. In questo Paese esiste da sempre una complicata dialettica dell’incostituzionalità, al cui interno l’emergenza ha stabilito una propria retorica, un compiuto ma fluido sistema di metafore, un peculiare modo di cristallizzarsi nel diritto scritto e nel costume nazionale
Le emergenze servono a introdurre nuove forme coercitive nella divisione sociale del lavoro, o tutt’al più a preservare quelle già esistenti. Certo, servono anche al regolamento di conti gangsteristico tra diverse sezioni di capitale (d’ora in poi le chiameremo “cosche”), vedi l’esempio di Mani Pulite… Ma questo viene dopo: l’esigenza primaria è la coercizione di cui sopra, il controllo sociale, la prevenzione di probabili “devianze” e antagonismi; le cosche si scontrano tra loro per assicurarsi il governo di tale prevenzione
In Italia l’emergenza per antonomasia, quella rappresentata dalla lotta al “terrorismo”, nasce come contro-movimento rispetto alle lotte iniziate con l’Autunno Caldo: lo Stato si muove per distruggere le avanguardie dei lavoratori in lotta, usando le “forze eversive” come capro espiatorio e spettacolo di copertura, confinando il conflitto sociale alla sfera del penale e del giudiziario. Terminato quello scontro, l’emergenza, lungi dall’esaurirsi, diviene permanente e soprattutto molecolare
Studiando a fondo le politiche e le retoriche emergenziali, abbiamo infatti individuato un trend: la molecolarizzazione dell’emergenza, un suo spingersi dalla res publica ai microlegami sociali, dall’ordine pubblico alla privacy, fino ai recessi delle differenze singolari. In altre parole: dal Politico (territorio già completamente colonizzato e ristrutturato) al Culturale (in senso lato, antropologico) allo… Spirituale. La svolta è stata imposta combinando tre diverse strategie: la revisione dell’ordinamento giuridico, con la soggettivazione del diritto penale, l’introduzione di meccanismi premiali e più in generale l’accentuazione di quello che è stato definito il “modello cattolico”, inquisitorio; l’uso terroristico dell’intero sistema dei media, con periodiche campagne d’allarme, tanto violente quanto strumentali, a cui seguono risposte in termini di “legge e ordine” da parte della “gente”, groviglio indistinto di campioni statistici stimolati a colpi di slogan e sondaggi-farsa; a livello transnazionale, il “dirottamento” dell’innovazione tecnologica, con l’installazione di sempre nuovi dispositivi di controllo e sorveglianza: intercettazioni telefoniche e ambientali, videocamere in ogni strada, controlli satellitari, bracciali elettronici per chi sta agli arresti domiciliari ecc. In questo senso l’Italia è servita da laboratorio, come già negli anni Venti (col fascismo) e nel dopoguerra (come turbolento teatrino e campo da gioco della guerra fredda). Gli esperimenti giuridici, mediatici e in generale biopolitici condotti negli ultimi venticinque anni si sono rivelati utilissimi durante il processo di integrazione pan-europea delle dinamiche di repressione e controllo sociale (dall’Introduzione).

ISBN: 88-87423-05-9
PAGINE: 280
ANNO: 2002
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: -
Autore

Luther Blisset Project

Luther Blisset è un nome collettivo. Con questo nome multiplo è stato pubblicato il celebre romanzo Q (Einaudi 2000).

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