Nessuno ci può giudicare

«Una storia del movimento femminista e ciò che ha comportato»

Nessuno ci può giudicare

Gli anni della rivolta al femminile

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Diego Giachetti è un uomo. E ha scelto di dedicare il proprio lavoro di storico alla ricostruzione di quella rivoluzione dei costumi, delle relazioni, degli affetti e dell’intera società che fu «la rivolta delle donne» tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta. L’analisi di quasi un ventennio per descrivere l’irruzione del corpo femminile (nelle canzoni, nella moda, nella cultura popolare), la crisi del modello di famiglia (con il diritto al divorzio e l’emancipazione delle donne), la rivoluzione sessuale (la diffusione degli anti-concezionali e la rivendicazione di una sessualità femminile), l’avvento del femminismo (e il suo intrecciarsi con la politica radicale).
Diego Giachetti racconta un periodo storico che va dall’arrivo delle minigonne al femminismo separatista; dalla crisi delle relazioni affettive e famigliari all’emergere di un pensiero di genere; dal diritto al divorzio al diritto all’aborto.
Un testo di storia che si avvale di fonti che attingono all’immaginario popolare della musica leggera, alle riviste femminili dell’epoca, a testimonianze dirette e a tutto il repertorio del dibattito sulle donne da parte delle donne. Un testo di storia pensato fuori dalle polemiche sulle sorti del movimento femminista e rivolto soprattutto a quelle giovani generazioni che ignorano cosa fu «la rivoluzione clitoridea», come si praticava «l’autocoscienza», quale fu l’impatto della pillola.


Un assaggio

Da dove erano sbucate, all’improvviso e tante, quelle giovani donne così riconoscibili nei segni, nei simboli, nelle parole, negli oggetti e nei vestiti? Le borse a tracolla, gli orecchini infilati nei lobi appositamente bucati, piccoli, diversi dalla bigiotteria ufficiale delle profumerie di lusso. Le camicie senza colletto, largotte, a righine sottili, preferibilmente usate, comprate nei banchetti. I blue jeans lisi dalla vecchiaia non dalla fabbrica che li stinge, i sandali indiani d’estate, le scarpe di corda, gli zoccoli da portare con i calzini di lana d’inverno e le gonne alla zingara. I capelli lunghi lasciati in libertà, a ricciolini naturali o frutto di una permanente. La faccia senza trucco e le unghie delle dita senza smalto
Venivano dalla rivolta delle “bamboline”, dalla lotta sorda e nascosta nell’ambito familiare, per conquistare il diritto a uscire di casa, a frequentare amici e sale da ballo, a sposarsi quando volevano loro e con chi volevano, ad avere un lavoro indipendente, a poter frequentare le scuole per accedere ai vari gradi dell’istruzione. Venivano da un percorso formativo nel quale emancipazione e liberazione si mescolavano ponendo, assieme e contemporaneamente, il tema dell’eguaglianza con l’uomo e quello della differenza della donna. In questo procedere avevano incontrato e condiviso l’agire della protesta giovanile e di quella studentesca. Nel turbinio di quegli anni e nel corso di quelle esperienze, per loro nuove e formative, cominciarono a sentirsi un soggetto autonomo che poteva e aveva qualcosa da dire in proprio, per se stesso. La rivolta delle donne negli anni Settanta era il risultato di una sedimentazione di rabbie, inquietudini, malesseri esistenziali che avevano caratterizzato la gioventù nel decennio precedente, evidenziando un protagonismo giovanile di genere femminile che fondava quella che è stata definita la “doppia storia di una generazione: una storia di uomini e una storia di donne”
Quell’accumulo di tensioni, di comunanza di punti di vista, desideri, stili di vita, trovò nel movimento del ’68 l’evento cruciale che interruppe lo svolgersi della vita normale, facendo scattare la molla in grado di fare di una generazione una generazione politica, il momento in cui una nuova leva generazionale percepisce il bisogno di schierarsi, scegliere da che parte stare, con vigore, entusiasmo, nettezza e decisione.

ISBN: 88-88738-73-8
PAGINE: 224
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Donne e femminismi, Movimenti
Autore

Diego Giachetti

Diego Giachetti vive e lavora a Torino, si è occupato di movimenti giovanili e di protesta negli anni Sessanta e Settanta. Collabora con varie riviste e con la Biblioteca Franco Serantini di Pisa. Fa parte dell’associazione Storie in movimento. Tra le sue ultime pubblicazioni Anni sessanta comincia la danza. Giovani, capelloni, studenti ed estremisti negli anni della contestazione, (BFS, 2002) e Un rosso relativo. Anime, coscienze, generazioni nel movimento dei movimenti (Datanews, 2003).

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