Non abbiamo paura delle rovine

«L’attualità del situazionismo»

Non abbiamo paura delle rovine

I situazionisti e il nostro tempo

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Quando la «società dello spettacolo» era solo ai suoi albori, i situazionisti seppero mettere a nudo una società ipnotica, in balìa delle menzogne economiche e ostile al piacere di vivere. Oggi i castelli di carta delle servitù quotidiane non cessano di crollare sui detriti di una civiltà suicida.
L’assurdità così palese dei massacri e degli orrori, perpetrati nel culto del guadagno o da parte dei suoi falsi oppositori, esige più che mai la costruzione di nuove «situazioni», la creazione di un mondo nuovo, libero e appassionato.
Finora le persone si sono accontentate di contemplare lo spettacolo della fine del mondo, ora si tratta di accelerare la fine del mondo dello spettacolo, per non scomparire con esso.
Ripercorrendo le principali idee-guida che animarono le pratiche del movimento situazionista, l’autore ne mostra la loro attualità. Suo intento è infatti ribadire come l’esperienza situazionista non fosse una teoria sulla forma del mondo ma una forma d’azione per il suo cambiamento. Ciò che distingue la pratica situazionista da ogni altra critica radicale del presente è l’attenzione per la liberazione del quotidiano, per la gioia che contrassegna ogni rivolta radicale, per quella vita materiale così spesso sacrificata tanto all’alienazione del lavoro quanto al rosso sole dell’avvenire.


Un assaggio

È impossibile abbordare il tema sempre scottante della «questione sociale» contemporanea senza rispondere in precedenza a quest’interrogativo: come liberarsi delle acque sporche dell’ideologia situazionista senza gettare con lei l’enfant terrible di una coscienza pratica che ha contribuito, nel cuore del XX secolo, a un sollevamento liberatore contro il mondo dominante
L’insurrezione del maggio ’68, della quale i situazionisti furono protagonisti anonimi, è stata la prefigurazione concreta ma effimera di un mondo nuovo. Essa ha avuto il suo epicentro politico in Francia, ma le sue scosse hanno toccato dei punti sensibili dell’intero pianeta
Nel novero dei giovani arrabbiati, i situazionisti hanno segnato questa svolta storica con la loro volontà di cambiare civiltà. Al di là del rumore e del furore, hanno espresso in modo esemplare la coscienza e la collera di un’epoca crepuscolare agli albori del suo superamento
Eredi di tutto un passato rivoluzionario e contemporaneamente espressione della nuova volontà di vivere al presente, i rivoltosi della rue Gay-Lussac e del Quartiere Latino hanno incarnato, per un istante troppo breve, la continuità della teoria rivoluzionaria in rottura con tutte le ideologie rivoluzionarie
Niente è più tornato come prima
Largamente evocato nei graffiti degli arrabbiati del movimento di maggio, l’inizio di un rovesciamento di prospettiva della vita, già ipotizzato e descritto nei testi dei situazionisti, è stato esplorato ed è sopravvissuto alla fine delle barricate. La rivoluzione della vita quotidiana ha continuato la sua infiltrazione progressiva nell’intimità della gente, mettendo inaspettatamente in crisi un buon numero d’istituzioni e di valori sociali, che essa ha spinto verso un’apparente umanizzazione all’interno dell’alienazione
Questo terremoto, così salutare, si è calmato alla fine ben prima di aver fatto tabula rasa di un vecchio mondo che, a partire dalla sua rovina incompiuta, si è invece formidabilmente rinnovato
Con la restaurazione seguita al maggio ’68, la «società dello spettacolo», sostenuta da un’imponente rivoluzione tecnologica, s’è diffusa come modo d’espressione dell’economia totalitaria
Da allora tutto si gioca tra la volontà di vivere di alcuni e la servitù volontaria di molti altri
Appena nata, la rinnovata sensibilità all’umano si è trovata a confrontarsi con uno snaturamento crescente senza sapere bene come rispondergli. Per un gran numero di resistenti della volontà di vivere è diventata inevitabile una difficile traversata del deserto.

ISBN: 88-88738-43-6
PAGINE: 208
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Arte, Immaginari, Metropoli e spazi urbani
Autore

Sergio Ghirardi

Sergio Ghirardi (1947), dopo aver partecipato attivamente ai movimenti radicali del Sessantotto in Italia, continua a interessarsi alle dinamiche di rovesciamento di prospettiva della vita che attraversano il vecchio mondo. Saggista e divulgatore della teoria radicale, è anche traduttore ufficiale per l’Italia delle opere di Raoul Vaneigem, uno dei principali esponenti del pensiero situazionista e libertario.

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