Non è il vino dell’enologo
«Uno dei libri più appassionanti e vitali mai scritti sul vino»

Jonathan Nossiter

Non è il vino dell’enologo

Lessico di un vignaiolo che dissente

Con le prefazioni di Jonathan Nossiter e Giampaolo Gravina

Non è il vino dell'enologo
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Corrado Dottori è un vignaiolo che produce Verdicchio e non solo sulle colline marchigiane. È approdato alla vigna dopo essersi licenziato da un posto garantito in una grande banca internazionale. E da alcun anni fa il contadino.
Cosa significa fare ed essere un agricoltore agli albori del Terzo millennio? Come si fa agricoltura? Cos’è un ambiente? Quali sono le relazioni tra un coltivatore e un sistema vivente quale la vigna? Quale vino produrre? Questo lessico per un’altra «contadinità» ne è la risposta.
Un viaggio dentro il mondo della vigna e dentro la vita di chi se ne prende cura. Che passa per la cantina e gli scaffali di vendita. Per la critica del gusto e la storia della produzione vitivinicola nel Novecento. Per l’enologia e Luigi Veronelli. Per le grandi fiere del vino e i terroir. Una riflessione lungo i sentieri che partono dalla «natura» e sfociano in un prodotto di «artificio» quale una bottiglia.Articolato nella forma di un lessico, questo libro è anche il racconto di ciò che definisce il mondo del vino ma che non trova spazio nelle guide o nei manuali sul bere. E per leggerlo, non serve essere esperti, conoscitori, bevitori o sommelier, basta lasciarsi andare alla linfa che scorre in queste pagine e che ci trascina da un tralcio di vite a una diversa visione dell’ambiente e della natura, a un’ecologia tutta da costruire.
Non è il vino dell’enologo è un libro spartiacque per la nascita di una sensibilità oggi diffusa che, a partire dal vino e dalla critica del gusto, ha proposto nuove forme di agricoltura e di relazione con l’ambiente. Questa ne è la nuova edizione.


Un assaggio

«È la vigna a rispondere. Col suo aspetto, le sue forme, la sua vegetazione. I tralci si distendono meglio, le foglie ingialliscono dopo, il vigneto appare come un elemento vivente che è solo parte di un ambiente naturale fatto di erbe e insetti e animali. E camminarci in primavera è una meraviglia. Immagini le radici, nel buio della terra, sensitive, cercare acqua e humus e minerale. Vedi i tralci che iniziano a spingere verso l’alto, verso la luce, arrampicandosi in direzione del cielo. E in mezzo le foglie che respirano. Creando energia. Mutando acqua e anidride carbonica e luce in sostanze nutritive. Qualcosa di straordinario che l’uomo, ancora, non è riuscito ad avvicinare. L’osservazione della natura diventa allora qualcosa di esaltante, che trascende la scienza. Non più l’uomo scisso dalla natura, scienziato, che interviene e manipola. No. L’uomo nella natura. Parte della natura. Com’è bella una foglia di vite. Com’è bella una coccinella rosso sgargiante su una foglia di favino verde fosforescente. È qualcosa di ancestrale a chiamarci. A rimettere in discussione le nostre certezze di uomini progrediti. Non vuole essere un ritorno al passato. Al contrario. Quello che la crisi del mondo industriale, finanziario, utilitarista, ci consegna è la domanda che occupa tutta la fine del Novecento, dal ’68 in avanti: è possibile fare in modo diverso? Come abita il pianeta l’uomo contemporaneo? Come si relaziona con la natura? Qual è il senso del suo stare-al-mondo nell’epoca del progresso tecnico?».

ISBN: 9788865482797
PAGINE: 168
ANNO: 2019
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Cultura materiale
Autore

Corrado Dottori

Corrado Dottori
Corrado Dottori (1972) vive e lavora a Cupramontana. È vignaiolo e consigliere comunale. Laureato in economia politica, nel 2005 ha pubblicato Benin. Economia, società e sviluppo etico (L’Harmattan Italia, 2005).

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