Nostra legge è la libertà

Un pensiero con una base comune fatta di intolleranza all’ingiustizia, alla sofferenza dell’obbedienza e della subalternità

Nostra legge è la libertà

Anarchismo della modernità

Nostra legge è la libertà
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Il pensiero libertario ha una storia antica e nobile fatta di percorsi teorici originali e di scontri filosofici infuocati. Una storia che è stata spesso banalizzata e, negli ultimi anni, è stata decisamente misconosciuta. Passando in rassegna i classici, tra anarchismo filosofico e anarchismo politico, l’autore conduce il lettore in un viaggio di passione e scienza.
Da Stirner a Proudhon, da Kropotkin a Malatesta, questo libro restituisce la complessità del pensiero anarchico, tra diversità e conflitti, tra passaggi irriverenti e libri provocatori. Un pensiero con una base comune, profonda e ininterrotta, fatta di intolleranza all’ingiustizia, alla sofferenza dell’obbedienza e della subalternità.


Un assaggio

L’anarchismo, là dove se ne discute accademicamente, è relegato alle curiosità della storia, ovvero è considerato qualcosa del tutto marginale. Quando non se ne dà addirittura una immagine del tutto distorta, come dottrina  o celebrazione del caos, della violenza, del terrorismo.  Le cose cambiano però allorché dalla storia delle dottrine si passa alla filosofia politica. Qui è più difficile evitare di confrontarsi con chi non riconosce legittimità alle pretese di comando dell’autorità politica. Negli ultimi decenni si è sviluppato un dibattito centrato su ciò che si è denominato “anarchismo filosofico”, la tesi vale
a dire dell’ingiustificabilità della pretesa di comando politico, alla quale si sono contrapposte molteplici strategie di varia finezza argomentativa per affermare che è possibile trovare un fondamento razionale all’obbligo politico. L’“anarchismo filosofico”, che potrebbe anche modularsi e interpretarsi come lo scetticismo proprio della filosofia politica, è storicamente e culturalmente debitore dell’anarchismo politico.
Per quest’ultimo però ciò che fa problema non è tanto la giustificabilità del comando politico quanto la possibilità ovvero il progetto d’una convivenza sociale senza tale comando.

ISBN: 978-88-6548-189-9
PAGINE: 288
ANNO: 2017
COLLANA: Labirinti
TEMA: Filosofia, Movimenti
Autore

Massimo La Torre

Massimo La Torre dal 2000 insegna all'Università di Catanzaro. È stato ricercatore e professore associato dell'Università di Bologna e ricercatore e professore dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze. È stato altresì visiting professor di varie università europee e americane. Nel 2009 gli è stato attribuito il Premio di Ricerca della Fondazione Alexander Von Humboldt. Tra le sue pubblicazioni Cittadinanza e ordine politico (2004) e La crisi del Novecento (2006).

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