Nell’Antropocene

«Antropocene: il futuro dei viventi»

Nell’Antropocene

Etica e politica alla fine di un mondo

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Nell’Antropocene
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«L’umanità sta cambiando il mondo come effetto collaterale non voluto delle sue attività, e tutto questo avrà conseguenze non previste, molte delle quali dannose per gli esseri umani e altre specie: eventi climatici estremi, epidemie più diffuse e veloci, carenza di cibo e acqua e una vasta gamma di ulteriori conseguenze (per esempio instabilità politica e migrazioni di massa). Il pianeta reagisce, l’impatto umano si mescola alle forze della natura e, anzi, libera forze della natura (come il cambiamento del clima) che possono mutare un ambiente prima congeniale alla vita, che garantiva condizioni ospitali per la specie umana. Nell’Antropocene gli esseri umani hanno guadagnato potenza, ma perso controllo. La nuova epoca non è tanto l’epoca della natura artificiale, quanto l’epoca della natura ibrida – quasi-umana o quasi-naturale. L’Antropocene è la fine del sogno illuminista, il sogno di un controllo completo della ragione sulla natura e la società. Qualsiasi analisi e visione sensata del mondo in cui viviamo non può dunque più limitarsi alla disamina di istituzioni sociali e politiche tutte umane. Proprio nell’era del trionfo dell’umanità, bisogna andare oltre le frontiere dell’umano».


Un assaggio

Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, inquinamento, esaurimento delle risorse, collasso ambientale: gli ultimi giorni dell’umanità potrebbero essere quelli di massima potenza di Homo sapiens, quando l’essere umano avrà forse compiuto il suo progetto di dominio sul cosmo distruggendo la natura stessa e le condizioni della vita sul pianeta. Quest’epoca, dove a rischio è l’esistenza di tutti i viventi, è stata da molti identificata con una nuova era geologica: l’Antropocene – l’epoca dove per la prima volta gli esseri umani sono una forza della natura superiore alle altre, una forza capace di determinare il corso della storia del pianeta Terra. Il libro rende conto dell’esteso dibattito internazionale che ormai da alcuni anni ha assunto il paradigma dell’Antropocene come orizzonte a partire dal quale ripensare il presente e il futuro della vita umana, e non solo – dibattito che ha visto la pubblicazione di centinaia di volumi a cavallo tra diverse discipline: ecologia, ambientalismo, antropologia, sociologia e scienza politica. Partendo da un’analisi delle concezioni di natura di cui l’Antropocene è solo l’ultima, e attraverso le questioni principali poste dall’etica dell’ambiente e dalla filosofia politica, il libro analizza le politiche che sono state impiegate nell’ultimo decennio per fronteggiare i problemi posti dall’Antropocene, provando a immaginare un paradigma di azione basata su nuove forme di partecipazione individuale e pratiche collettive.

ISBN: 978-88-6548-232-2
PAGINE: 272
ANNO: 2018
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Antropologia ed etnografia, Beni comuni, Immaginari
Autori

Marcello Di Paola

ricercatore presso l'Università di Vienna e docente presso la LUISS di Roma, è autore di Giardini globali (2012) e Cambiamento climatico (2015) e di numerosi testi in lingua inglese.

Gianfranco Pellegrino

professore associato di Filosofia politica della LUISS di Roma, è autore di numerosi volumi su etica, politica e filosofia, tra i quali: Etica pubblica (2014) e La fabbrica della felicità (2011).
RASSEGNA STAMPA

Nell'Antropocene @Effimera

Qui la recensione.


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