Parma 1922

«Un racconto della vittoria antifascista a Parma»

Parma 1922

Una resistenza antifascista

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Scritto nel 1973, trasmesso da Radio Rai per molti anni in occasione del 25 aprile, il radiodramma Parma 1922 è una delle tante escursioni che Nanni Balestrini ha compiuto al di fuori dei confini della poesia e del romanzo. Il testo, finora inedito, ricostruisce le cinque giornate di Parma dell’agosto 1922, quando i rioni popolari della città, organizzati da Guido Picelli e dagli Arditi del popolo, resistettero in armi, erigendo barricate e sbarramenti, alle incursioni delle Camicie Nere di Italo Balbo.
La resistenza antifascista della Parma proletaria – l’unica che in Italia ebbe esito positivo – durò fino al 5 agosto, quando le squadre fasciste, sconfitte, abbandonarono la città. Balestrini mette in scena i protagonisti di quegli eventi, ma soprattutto la voce anonima e corale della tradizione antifascista della città, senza venir meno a una ricostruzione storica minuziosa, sulla base di fonti documentarie dirette e di diversi contributi storiografici. Nel radiodramma ritornano dunque i luoghi esatti degli scontri, la cronologia degli eventi, i comunicati ufficiali dell’epoca, le parole d’ordine della resistenza popolare. Il testo di Balestrini assume veri e propri toni epici, percorrendo in equilibrio il crinale che passa tra la passione civile e politica e il film d’avventura, meglio: il romanzo alla Salgari o alla Stevenson.
Il testo è corredato da un’introduzione di carattere storico a cura di Margherita Becchetti, un contributo critico-letterario di Andrea Zini, un apparato al testo con nota filologica di Giovanni Ronchini.


Un assaggio

L’operazione di recupero del radiodramma Parma 1922 è stata costruita su quanto di più aleatorio e – almeno in un primo momento – improbabile si potesse immaginare. Il fatto che Nanni Balestrini avesse composto questo testo per la Rai nel 1973, non era certo una delle notizie più diffuse e conosciute tra le biografie e le bibliografie dell’autore. Una volta venuti a conoscenza di quest’opera poi, ci si è accorti che poco era ciò di cui si disponeva: in un primo momento infatti non esistevano né registrazioni né tantomeno il testo, andato perduto, insieme a tante altre carte dell’autore, a seguito del suo espatrio forzato nel ’79 per l’incriminazione del 7 aprile. Solo successivamente l’archivio Rai ha fatto emergere la registrazione delle voci degli attori della Compagnia di Prosa di Firenze che nel 1973 interpretò il testo di Balestrini, trasmesso ancora in seguito in occasione del 25 aprile. È cominciato quindi un paziente lavoro di trascrizione, di ripetute revisioni, di confronti e contatti e a quasi due anni di distanza ecco il risultato. Il radiodramma Parma 1922 di Nanni Balestrini ora ha una forma e una consistenza, può essere letto e studiato, glossato con la cura e la passione dell’ammiratore, del curioso, del critico Parma 1922, va detto subito in apertura, merita di certo letture scrupolose e ulteriori scavi. È un testo stravagante rispetto alla produzione più conosciuta di Balestrini, che solo due anni prima aveva licenziato Vogliamo tutto, ma che proveniva da una ricerca personale, e non solo personale, sconcertante e dirompente, tutta votata alla deflagrazione dei canoni consueti e all’emersione di processi metaletterari ed extraletterari, ricerca che di lì a poco produrrà frutti volutamente acerbi, come Le ballate della signorina Richmond o La violenza illustrata; testo stravagante ma ugualmente inserito a pieno nel percorso dell’autore milanese, sia perché nel medesimo periodo egli lavorava a un dramma radiofonico per la voce di Laura Betti e alla sceneggiatura del film di Dario Argento Le cinque giornate di Milano (che con Parma 1922 condivide più di un tratto), sia perché nelle tecniche di composizione di questo radiodramma ricalcava le modalità tipiche delle sue opere: un complicato lavoro di montaggio tra lacerti di testi differenti, ritagliati e sovrapposti, combinati e mischiati. In questo caso le fonti scelte da Balestrini riconducono a una coerenza interna, a una unità d’azione che nei suoi testi più volte era stata frantumata – e più volte lo sarà in futuro – e che qui invece erige una scansione narrativa per così dire classica, senza fratture, senza compressioni, senza quell’«imprevedibilità disfunzionale alla logica del compiuto, del finalizzato» di cui parla Niva Lorenzini. Ecco allora che la scelta dei testi da manipolare cade su materiali di fondamentale importanza per la ricostruzione storica delle giornate d’agosto del 1922: il primo è Barricate a Parma di Mario De Micheli edito dagli Editori Riuniti nel 1960 e ristampato con una prefazione di Giorgio Amendola nel 1972 per Feltrinelli, opera, questa, che diffonde come echi, come pollini le testimonianze dei protagonisti di quell’evento, la stampa dell’epoca, i documenti ufficiali; e poi Diario 1922, il diario di Italo Balbo pubblicato nel 1932 da Mondadori; e, ancora, i testi di Guido Picelli La rivolta di Parma, del 1934, Unità e riscossa proletaria, del 1921, oltre che altri suoi scritti usciti ora su «L’Ardito del popolo» (il foglio degli Arditi di Parma, pubblicato in un solo numero il primo ottobre 1922), ora su «L’Idea Comunista» (il periodico locale del PCd’I), a ricostruire – insieme al procedere degli eventi – anche l’ossatura ideologica di Picelli e dell’azione degli Arditi del popolo. L’esito è dunque una polifonia a tratti sorprendente, che unisce gli accenti e i toni delle voci dei primi anni Venti alla retorica dell’antifascismo istituzionale degli anni Sessanta con le nuove grammatiche dell’antagonismo degli anni Settanta, perché è innegabile ed evidente che Parma 1922 rimane a tutti gli effetti anche un’operazione politica oltre che artistica: si inquadra nella ricerca di profondità storica del movimento extraparlamentare di quel periodo, nella scoperta di padri putativi e miti fondanti, di exempla dell’unità nella lotta del proletariato contro la violenza fascista e la violenza dello Stato. Balestrini dà vita a una sorta di «retorica obbligata» – obbligata dalle fonti utilizzate – che tuttavia diventa narrazione tout court non appena l’autore interviene mescolando continuamente lunghi spezzoni di testo, brevi periodi, singoli aggettivi o addirittura modellando in proprio intere scene (dal saggio di Giovanni Ronchini, «Per una rilettura epica di Parma 1922»).

ISBN: 88-87423-93-8
PAGINE: 144
ANNO: 2002
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Guerra e geopolitica, Resistenza e antifascismo
Autore

Nanni Balestrini

Nanni Balestrini
Nato a Milano nel 1935, vive tra Roma e Parigi. Negli anni Sessanta è stato tra i principali animatori della stagione della «neoavanguardia». È autore di numerose raccolte di poesia e di romanzi di successo. Insieme a Umberto Eco, oggi anima la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». La casa editrice DeriveApprodi sta procedendo all'edizione completa delle sue opere.

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