Perché non possiamo non dirci «indipendentisti»

«Per questo lottiamo per l’indipendenza dai rapporti di capitale e non possiamo non dirci “indipendentisti”»

Perché non possiamo non dirci «indipendentisti»

Perché non possiamo non dirci «indipendentisti»
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La questione dell’indipendenza torna prepotente in Europa: Catalogna, Corsica, Paesi Baschi, Scozia. Torna in forme nuove. Qui, si parla di Sicilia.
«Credo che sia giunto il momento di fondare con un atto creativo l’indipendenza siciliana. Abbiamo riferimenti in una lunga tradizione, ma siamo anche figli di nessuno. Questo scarto va capito a fondo per padroneggiarlo bene: l’indipendenza siciliana di cui noi parleremo, per cui noi ci batteremo, non ha “precedenti”, è una cosa nuova, mai veduta prima».

Un assaggio

[…] l’indipendentismo è qualcosa da cui veniamo, che è alle nostre spalle, e verso il quale non possiamo mostrarci indifferenti: in molti sensi, non possiamo non dirci «indipendentisti». L’indipendenza, invece, è quello verso cui andiamo. Non in un indefinito futuro, come fosse un annuncio millenaristico, la fine del mondo, l’avvento del comunismo, il giorno in cui il lupo dimorerà con l’agnello e il leone mangerà il foraggio come il bue [Isaia 11:6-9].
Ma qualcosa che dobbiamo preparare noi.
Questa contraddizione va vissuta fino in fondo, estraniarsene significherebbe perdere uno straordinario veicolo sociale di comunicazione nel territorio cui le nostre pratiche di ribellione e lotta appartengono. È vero, può esserci ambiguità e fraintendimento, ma la purezza linguistica non è quello che ci interessa. Ci interessa, piuttosto, costruire pratiche di indipendenza, e queste non possono che essere spurie, avere dentro di sé delle aporie. Per usare un termine in voga, dei populismi.
Se il capitale ha invaso ogni anfratto della nostra vita quotidiana nel territorio, se il capitale estrae plusvalore dal territorio e dal suo lavoro vivo, significa che il territorio è ormai preda del capitale. L’alienazione del lavoro da sé è oramai alienazione del territorio da sé. Altro che liberare la Sicilia! Non è certo il capitale quello che vogliamo liberare. Dovremmo noi, liberarcene, liberarci dalla Sicilia, come vogliamo liberarci dai rapporti di capitale.
Esiste invece, qui e ora, la contraddizione viva tra lavoro in potenza e capitale in atto: qui, nel territorio, ora, in Sicilia. La Sicilia è l’anello debole della forma-Stato della nazione Italia.
Per questo lottiamo per l’indipendenza dai rapporti di capitale e non possiamo non dirci «indipendentisti».

ISBN: 9788865482308
PAGINE: 96
ANNO: 2018
COLLANA: Input
TEMA: Europa, Immaginari, Movimenti
Autore

Lanfranco Caminiti

siciliano, vive appartato, scrive articoli e saggi, legge tante storie e gli capita di buttarne giù qualcuna. Non ha sempre fatto questo: quand’era ragazzo stava per lo più per strada, come tanti negli anni Settanta. I suoi scritti [collezionati su www.lanfranco.org] navigano per Internet dove vengono ripubblicati e talvolta tradotti.

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