Post-Work

«Una selezione di saggi sul lavoro del noto studioso marxista»

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Per la fine del lavoro senza fine

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I saggi pubblicati in questo volume rappresentano una scelta significativa dell’ampia e varia produzione di Stanley Aronowitz, noto studioso marxista americano finora mai tradotto in Italia. La sua riflessione teorica ha inizio nei primi anni Settanta e si pone oggi al centro di un dibattito politico ed economico che travalica i confini degli Stati Uniti. Il tema di fondo della sua opera è la questione del lavoro, tanto nel senso di una critica del lavoro produttivo che in quello di un’indagine sulle possibilità del lavoro vivo, libero dalle costrizioni del capitale. Nel corso degli anni Aronowitz ha rivolto la sua analisi alla storia del movimento operaio americano; alle trasformazioni delle istituzioni statunitensi e delle forme di governo; alla scienza, alla tecnologia e all’affermazione del capitalismo cognitivo.
Questo libro rappresenta un excursus in oltre quarant’anni di ricerca e tocca i temi fondamentali del percorso teorico di Stanley Aronowitz. Oltre a essere la presentazione antologica di un autore che merita di essere conosciuto anche in Italia, il libro finisce con il costituire un saggio di storia delle trasformazioni sociali, economiche e politiche che hanno attraversato l’America (e con essa tutto il mondo occidentale) dal dopoguerra a oggi. Protagonista di questo libro è quella classe lavoratrice che nel corso del Novecento – con le sue lotte, le sue conquiste e il suo «declino» – ha rappresentato la lente con cui leggere le trasformazioni dei modelli produttivi e il divenire della costituzione materiale in tutti i paesi del capitalismo avanzato. Ripensare la sua storia e le sue attuali condizioni significa porre le basi per immaginare una nuova politica e nuovi diritti.


Un assaggio

Il nuovo universo del post-lavoro costituisce una rottura netta con i presupposti culturali e sociali del lavoro senza fine. Ciò che in passato è stato definito utopistico è oggi una necessità pratica. Il mondo del post-lavoro non è necessariamente un mondo di tremenda povertà, fatica e penuria, ma può essere un universo di potenzialità umane e sociali infinite, dove a tutti è garantita una vita agiata. Dove sarà possibile formulare un’idea di lavoro stimolante e gratificante, espressione di creatività e libertà, solo con un movimento che lotti per questo obiettivo. Pensiamo che l’avvento del post-lavoro sia del tutto possibile. I tempi sono maturi per un movimento che lotti per un aumento del salario e una riduzione dell’orario di lavoro. Riteniamo che tutti abbiano diritto a un tenore di vita dignitoso. […] Osiamo immaginare un mondo oltre la penuria, in cui il futuro senza lavoro non sia contraddistinto da miseria e disperazione, ma dalla possibilità di liberare il tempo e godere appieno della propria libertà. Immaginare significa non solo nutrire la speranza che tale futuro esista, ma ammettere che il presente può essere modellato proprio come lo sogniamo. Immaginare significa spingersi oltre i confini della routine. L’immaginazione risiede non solo nel sogno creativo individuale, ma anche nei movimenti culturali che creano nuovi percorsi, nuovi sogni che si concretizzano nella solidarietà sociale, nella speranza e nella fiducia. […] Immaginare un percorso differente è sempre rischioso; ma in un mondo in cui la globalizzazione del capitale e le tecnologie informatiche distruggono il lavoro, non immaginare un’alternativa è ancora più rischioso. In mancanza di un’alternativa, gli individui e le collettività resteranno in balìa di chi detiene il potere, senza alcuna via di fuga. In questa situazione, la destra sostiene l’egemonia del capitale mentre la sinistra si limita a rivendicare la libertà di manovra per attuare piccoli cambiamenti e mantenere una parvenza di giustizia sociale ed equità. Dissentiamo tanto dall’una che dall’altra, e proponiamo un mondo in cui il lavoro non sia infinito, un mondo caratterizzato dall’autogestione del tempo, dove sia possibile una democrazia partecipativa e radicale. Le nuove tecnologie, diversamente gestite, possono portare non solo a un aumento della sorveglianza e a una riduzione degli spazi di libertà, ma anche a una riduzione del lavoro necessario. […] Le fratture create dalle nuove tecnologie e dall’egemonia del capitalismo globale rendono necessario immaginare un mondo in cui sia realistico ciò che un tempo era utopistico. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo farci portatori di istanze che vadano ben oltre una semplice riforma del sistema. Chiediamo un mondo al centro del quale stiano le persone comuni. Chiediamo un mondo in cui la democrazia partecipativa e radicale, e quindi la libertà universale, sia al cuore di tutti i nuovi movimenti sociali.

ISBN: 88-88738-90-8
PAGINE: 304
ANNO: 2006
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Debito e crisi, Economia e lavoro
Autore

Stanley Aronowitz

Stanley Aronowitz è professore di Sociologia presso il Graduate Center della City University of New York, dove dirige il Center for the Study of Culture, Technology and Work.

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