Precari

Precari

Percorsi di vita tra lavoro e non lavoro

Precari
€7,90
€9,30
Lista dei desideri

La precarietà non è un termine sociologico, ma una realtà di fatto. Migliaia di persone anche in Italia sanno cosa significa vivere senza un posto di lavoro permanente, barcamenandosi tra una professione e un’altra. Nelle metropoli europee va emergendo infatti un nuovo movimento fatto di giovani e meno giovani lavoratori precari che rivendicano per il loro presente e per il loro futuro condizioni di esistenza più dignitose e tutelate, partendo innanzi tutto da una accesa discussione sul reddito di cittadinanza.
Questo libro è il frutto di un’inchiesta condotta nel mondo del precariato giovanile nelle città italiane. E’ un affresco per capire una condizione che sta trasformando il nostro modo di vivere e di lavorare. Ma è anche un’analisi per scovare come organizzare e rappresentare una forma di vita che prefigura il nostro futuro. Sganciati da un’identità lavorativa fissa, spesso vissuta come una condanna, scopriamo che la precarietà è una situazione difficile, ma anche la fonte di molte sorprese.


Un assaggio

Uno spettro si aggira per il globo, lo spettro del precariato. E spettro lo è davvero, perché sembra che nessuno possa o voglia raccontarne la fisionomia. Forse perché l’ectoplasma sfuma nell’indistinzione di una presenza/assenza o perché, immagine di un rimosso, mette inquietudine. Qui vogliamo tentare un’operazione in controtendenza, vogliamo raccontare il precariato. Raccontare i precari. Un racconto per narrare una moltitudine, molti racconti per dire una medesima condizione. Un solo soggetto, una condizione comune, nonostante le forme della precarietà siano molte e diverse tra loro. In effetti, guardando le biografie dei precari, con difficoltà sembra trovarvisi una soluzione di continuità. Esse spesso sono il risultato di eventi di lavoro e di vita che in apparenza non hanno alcuna relazione causale e necessaria tra loro. D’altro canto, questa è la precarietà. La precarizzazione è indeterminatezza e oscillazione, un’esperienza di disorientamento e di perdita della continuità
Raccontare i precari vuol dire questo, raccontare concretamente questa esperienza di variabilità e d’incertezza. Come fare, però, se i percorsi biografici sono così singolarizzati? Il carattere “singolare” dell’esperienza è già un primo elemento comune ai precari, comune è questo sentirsi singolarità, questo vivere esperienze non immediatamente generalizzabili. I precari sono questo: una moltitudine di singolarità e di differenze. In genere si ritiene che ciò che rende interessanti le biografie sia la loro singolarità, il loro costituire dei casi in qualche modo unici. Un’esperienza di vita raccolta in una biografia è importante se è particolare, solo così è considerata abbastanza importante da meritare di essere raccontata. Ma non è proprio di fronte a questa estrema singolarità dei soggetti della precarietà, di fronte alla loro eterogeneità e variabilità, che si è persa ogni possibile continuità, quella continuità che fortifica e dà senso alla costruzione di un racconto collettivo? Non si rende forse impossibile il racconto come esperienza collettiva al di là del caso particolare? Quel tratto comune, la singolarità dell’esperienza, non resta una potenza incapace di raccontarsi? Non sembra essersi perso proprio il carattere «esemplare» che rende decisiva e, in un certo senso, necessaria la narrazione? Questo vuol dire, sinteticamente, che raccontando il lavoro precario è facile portare esempi, descrivere lavori atipici e flessibili, ma i casi presi singolarmente non sembrano mai così «esemplari» da giustificarne la narrazione, sempre troppo singolari, sempre troppo «casi a sé». L’articolazione flessibile del lavoro sociale sembra aver fatto perdere quell’unità minima, comune, necessaria, affinché le esperienze siano «esemplari». Il comune tra i precari sembra determinarsi qui solo negativamente, come mancanza, mancanza di un senso comune dell’esperienza di vita, mancanza di un qualcosa che appartiene a molti, che accomuna una moltitudine.

ISBN: 88-87423-56-3
PAGINE: 144
ANNO: 2002
COLLANA: Map
TEMA: -
Autore

Andrea Tiddi

Andrea Tiddi (Roma, 1968), sociologo, lavora presso l’Istat. Ha pubblicato Il cerchio e la saetta (Costa & Nolan, 1995), Reddito di cittadinanza: verso la società del non lavoro (Castelvecchi, 2000).