Quella maledetta e-mail

Quella maledetta e-mail

…e i suoi effetti sul mercato del lavoro

Aa.Vv.

Quella maledetta e-mail
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La posta elettronica è entrata a far parte della vita di tutti noi: è comoda, è veloce, migliora la comunicazione. Ma sarà poi così? Gli autori dei testi contenuti in questo libro sembrano convinti del contrario. In che modo questa innovazione tecnologica ha cambiato le relazioni produttive? Le esperienze qui raccolte raccontano il nuovo mondo dei forzati del telelavoro domestico, le vite agitate di quelli che «scaricano la posta» la mattina appena alzati, lo scambio di e-mail che diventa veicolo di ricatti e pressioni dentro le imprese. Ma mostrano anche come con la posta elettronica sia possibile costruire comunità di affetti e saperi, dove vivere una vita (anche lavorativa) diversa.
Akos Kapecz – C’è posta per te/non c’è posto per te. L’e-mail e la fine del lavoro Richard Joseph – Posta elettronica e microtirannie da ufficio Antonio Rainò – Telelavoratori di tutto il mondo connettetevi Gian Paolo Renello – Dayline Adelino Zanini – Electronic Epistulae Sandro Moretti – E-mail, privacy e trasformazioni del lavoro.


Un assaggio

La posta elettronica (e-mail, dall’inglese electronic mail) è una forma di interscambio di informazioni, in cui il messaggio viene spedito da un personal computer (o da un terminale) a un altro attraverso un modem e un sistema di telecomunicazioni. Da tempo viene utilizzata su larga scala negli Stati Uniti e, con la diffusione di Internet, si comincia a riflettere seriamente sulla prospettiva di un accesso universale all’e-mail
Le voci che sostengono che l’e-mail è in grado di aumentare la produttività e l’efficienza degli uffici, di migliorare le metodologie di archiviazione, di ridurre il costo della carta e di consentire un migliore coordinamento del lavoro, sono oramai numerose [Anderson et al., 1995]
Per quel che riguarda la questione dell’impatto sociale, la ricerca sostiene che l’utilizzo dell’e-mail ha consentito di livellare le gerarchie esistenti, democratizzare le imprese, promuovere il lavoro di squadra e migliorare i processi decisionali [Sproull e Kiesler, 1991]. Le aziende adottano l’e-mail nei loro sforzi di ristrutturazione e di ricerca dell’efficienza; non di rado è stata utilizzata la retorica della tecnologia per giustificare le variazioni del processo organizzativo
Ma sta diventando ormai chiaro che la relazione tra e-mail e cambiamento organizzativo (e, di conseguenza, strategie di comunicazione) è ben più complessa rispetto a quanto si era creduto inizialmente. In realtà, l’e-mail ha un carattere polivalente, con conseguenze imprevedibili e spesso indesiderate [Leslie, 1994, p. 2]. Ad esempio, per quanto la posta elettronica possa consentire guadagni di produttività in alcune funzioni, potrebbe però generare un “sovraccarico informativo” per il personale, e quindi portare a un peggioramento dei risultati finali. Oppure, anziché ridurre l’utilizzo di carta, l’e-mail, potenzialmente, può finire con l’aumentarlo, se la consuetudine di archiviare tutte le comunicazioni in copia cartacea non viene modificata
L’e-mail contribuisce a una maggiore efficienza delle comunicazioni, ma il fatto che i messaggi, in alcune circostanze, siano anonimi, può portare a fenomeni di “fiammate” (messaggi e-mail ostili), con conseguente inasprimento delle relazioni interpersonali. Come ha fatto notare Macdonald [1993], lavori pionieristici come quelli di Sproull e Kiesler [1991] hanno trascurato il ruolo della comunicazione elettronica all’interno del contesto organizzativo dell’azienda. Di conseguenza, le argomentazioni in favore della posta elettronica e dei suoi benefici effetti risultano distorte ed eccessivamente entusiastiche
E’ più facile comprendere quale sia il reale impatto dell’e-mail guardando alle modalità sottili, eppure pervasive e costrittive, attraverso cui la tecnologia altera le funzioni e il contesto della comunicazione. Agendo su questi fattori, la tecnica non soltanto rivoluziona la comunicazione all’interno dell’impresa, ma modifica anche il concetto stesso dell’organizzazione
Sebbene l’e-mail possa essere utilizzata con modalità molto differenti, riuscendo persino a promuovere la democrazia [Anderson et al., 1995, p. 151], il problema è che indirizza verso funzioni di controllo e monitoraggio. Questo tema è centrale per molti critici della tecnologia, e viene particolarmente enfatizzato in studi come quelli di Zuboff [1988] sull’informatizzazione del lavoro, di Beniger [1986] sulla rivoluzione del controllo e di Dunlop e Kling [1991] e di Aungles e Parker [1988] sulla computerizzazione e la trasformazione del lavoro
La seconda ragione per cui esiste un legame tra e-mail e potere va riferita alla percezione della “distanza” e delle asimmetrie che la tecnologia può creare tra le persone. A coloro che detengono il potere è data l’opportunità di evitare di discutere con i loro subordinati e di servirsi di imposizioni e minacce in maniera più diretta (dal saggio di Richard Joseph, Posta elettronica e microtirannia da ufficio).

ISBN: 88-87423-48-2
PAGINE: 120
ANNO: 2002
COLLANA: Map
TEMA: -