Re del porno

«Autobiografia ironica e struggente scritta prima di morire»

Re del porno

L'autobiografia del più grande attore hard

ESAURITO
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Nel 1988, poco prima di morire di Aids, John Holmes, il pornodivo più famoso del mondo, ha voluto scrivere questa autobiografia. È un racconto ironico, e insieme struggente, di una vita convulsa e maledetta. Una carriera iniziata casualmente nel 1965, quando la pornografia era ancora clandestina, e proseguita con l’esplosione dell’industria del sesso e la diffusione di massa dei suoi prodotti dopo il ’68.
Holmes racconta aneddoti della sua infanzia puritana, le prime esperienze sessuali, i retroscena di alcuni film cult, i rapporti con l’ambiente della prostituzione, dello spaccio di droga, del traffico d’armi e della malavita. Con schiettezza narra anche il dramma della sua lunga e alterna tossicodipendenza e del coinvolgimento in un orrendo omicidio plurimo avvenuto in una villetta di Wonderland, nei pressi di Hollywood. Il contagio dell’Aids e il decorso della malattia favoriranno la presa di coscienza dell’aver vissuto in ambienti dominati dal desiderio di accumulare denaro e per questo disposti a trasformare in merce qualsiasi relazione umana e affettiva. Da questo libro, scritto con semplicità elegante e senza alcuna concessione al sensazionalismo, emerge la figura di un personaggio acuto e intelligente, autoironico e coraggioso, uno straordinario testimone di un pezzo di realtà del nostro tempo.


Un assaggio

Mi ci volevano meno di cinque minuti per andare dalla palestra maschile al Dipartimento d’arte del campus dell’Ucla, ma se facevo una deviazione attraverso la palestra femminile… Beh, ci mettevo molto più tempo. La palestra femminile era un buon posto per lo studio, e un posto grandioso per l’arrapamento. Al secondo piano, sul retro dell’edificio, una passerella esterna collegava un’ala all’altra. Nessuno ci andava mai, era sempre deserta. Eppure c’era una vista incredibile, dava sulla grande piscina e sul prato circondato da alti muri di mattoni. A parte nei rari giorni in cui c’era maltempo, dentro e intorno alla piscina c’era sempre una gran folla di studentesse nubili in costume aderente. Alcune si muovevano giocosamente nell’acqua come foche ammaestrate, tuffandosi e guizzando fuori, finché non uscivano dalla piscina, esauste, e se ne stavano là in piedi con le mani sui fianchi, ad attirare l’attenzione sui loro culi rotondi, i ventri piatti, i seni alti e pieni. Altre stavano sul prato, sedute a gambe incrociate sui loro asciugamani, e si massaggiavano e frizionavano tutto il corpo con qualche lozione, oppure si sdraiavano, con pose seducenti, per asciugarsi al sole
L’ingresso dello spogliatoio delle ragazze offriva una vista ancora migliore, soprattutto quando si spalancavano le doppie porte. Dal corridoio era impossibile vedere oltre le mezze porte di legno che erano state montate subito dentro, ad altezza di sguardo. Ma di fronte all’ingresso c’era una scala che portava al secondo piano. Sedendosi sul sesto o sul settimo gradino, era facile vedere oltre le mezze porte. Il panorama cambiava sempre, e spesso era un vero spettacolo. Mangiavo il mio pranzo su quei gradini, o fingevo di studiare sfogliando a caso libri che non leggevo quasi mai. Non mi consideravo un guardone, non mi sporgevo dalle finestre né pedinavo le donne per vederle spogliarsi. No, io non mi nascondevo, guardavo e mi godevo apertamente quella sfilata di ragazze. Nessuna delle ragazze che nel ’65 seguivano i corsi di atletica dell’ucla, sfuggiva al mio sguardo mentre s’aggirava tra le docce. Quasi nessuna si preoccupava di coprirsi con un asciugamano
Non passava giorno senza che pensassi al sesso. A dire il vero, la mia libido iperattiva mi aveva già ficcato nei guai, e l’avrebbe fatto ancora. Stavo per cominciare un nuovo lavoro, che richiedeva assoluta compostezza e concentrazione. Anche solo per poche ore, dovevo sforzarmi di non pensare a niente di sessuale, quindi dovevo andare al Dipartimento d’arte senza perdere tempo nella palestra delle ragazze. Quel lavoro mi serviva, non potevo permettermi di mandare tutto in vacca
La porta dell’aula era chiusa, e c’era un cartello «Vietato l’ingresso», ma io entrai lo stesso. In fondo alla sala c’era una donna di mezza età (pallida, pienotta, messinpiega alla Lucille Ball e occhi da Cleopatra) sdraiata su un divano in vimini, completamente nuda, con accanto un vaso di gigli. Teneva una delle sue gambe ben tornite appoggiata su un cuscino a motivi paisley; l’altra gamba penzolava di lato. Se s’accorse che ero entrato, certo non lo fece capire. A parte i seni che sussultavano (due sacchi di sabbia parzialmente riempiti, illuminati da dietro), era assolutamente immobile: lo sguardo era fisso, e non batteva nemmeno le ciglia cariche di mascara. Grazie a Dio, neanche i venti studenti che le stavano di fronte, coi loro cavalletti, si curarono del mio ingresso. Davano la schiena alla porta, e probabilmente non m’avevano sentito, anche perché erano intenti a catturare e fermare la vita sulle loro tele. Solo l’insegnante, un elegante spilungone, con scritto in fronte: «Ai posti di combattimento!», si girò verso di me con espressione interrogativa
– Sono il modello – dissi senza alcun tono particolare
– Sì, certo, – rispose – lei è il signor Holmes. – Sorrise vagamente e si guardò l’orologio
Tentai di restituirgli il sorriso, ma non mi veniva. Invece dissi: – Forse sono in anticipo… – cercando di sembrare disinvolto. Tentativo fallito, perché mi si seccò la gola. O forse era stato il batticuore a rompermi la voce. Anziché sembrare un ventenne maturo (che è come mi consideravo), diedi l’impressione di un timido, farfugliante teenager. – Per niente, – mi rassicurò l’insegnante – tra pochi minuti faremo una pausa. Potrebbe prepararsi prima che a Miss Nichols serva il camerino.

ISBN: 88-88738-20-7
PAGINE: 176
ANNO: 2003
COLLANA: Narrativa
TEMA: Gay friendly, Immaginari, Sessualità
Autore

John Holmes

John Holmes, nato nel 1944 in Ohio, è stata una delle star più note del cinema porno. Interprete di film cult (uno per tutti: Gola profonda), è morto di Aids nel 1988. Su di lui e sulla sua vita sono stati girati recentemente due film: Boogie Nights e Wonderland.

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