Senza padri

Libertà e desiderio, servitù e godimento nelle forme di vita contemporanee

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Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo

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Un nuovo ordine del discorso sembra circolare nelle analisi del presente: l’evaporazione della figura del «padre», la dissoluzione di ideali regolativi e il venir meno dei limiti sono alla base di un’economia del godimento che coincide con l’essenza del capitalismo contemporaneo. Questo ordine del discorso (incarnato da autori quali Recalcati, Badiou, Zizek) auspica un ritorno del «limite» che assume la forma di una fedeltà alla verità o a grandi ideali.
Nell’eccesso di stimoli, di desideri, di merci, di immagini, questa nuova retorica vede le condizioni di un’ipnosi collettiva che consegna gli individui a un perenne asservimento al godimento e dunque al capitalismo. Si tratta però di un approccio che nell’invito alla sobrietà, alla moderazione, alla temperanza rovescia proprio quell’economia del desiderio che è stata il motore della liberazione dal lavoro, dallo sfruttamento e dalla conservazione degli ultimi grandi movimenti del ’900. L’anomalia è che l’auspicio a un ritorno all’ordine non viene da un pensiero reazionario, bensì da autori impegnati a pensare le attuali condizioni della libertà. Ma il ritorno all’ordine, ovvero la reazione, è davvero l’unica strada possibile?
Non occorre, piuttosto, tentare un sentiero più azzardato? Vedere nella dissoluzione dei limiti e dei legami, nel rischio di procedere alla deriva o sull’orlo di un abisso, proprio la condizione dell’emergere di nuovi modi di soggettivazione? Non occorre, piuttosto, assecondare quella stessa dissoluzione che tracci il cammino di un superamento delle individualità e configuri nuove comunità di uguali?


Un assaggio

Un paternalismo senza padri

Si può dire che il nuovo ordine del discorso non sia per nulla nuovo, almeno se si osservano i suoi fondamenti.

Da Thomas Hobbes a Carl Schmitt, passando per De Maistre e diversi altri, la corrente maggioritaria della filosofia politica moderna legittima il potere pensandolo come katechon, come ordine o forma trascendente che mette un freno al male, che pone un limite all’informe disordine con cui si identifica il socius, che allontana l’avvento dell’Anticristo.

La legittimazione moderna del potere si costituisce sull’idea che la società, in quanto tale, sia un puro caos e che il potere sia la forma salvifica che si impone a una materia informe. Per legittimare l’imposizione dell’ordine politico, dello Stato moderno, si suppone che tale ordine vada finalmente a governare una realtà priva di forma.

Allo stesso modo, in un certo uso paternalistico della psicoanalisi, l’imposizione di un preciso ordine psichico (figlio del resto dello stesso ordine sociale di cui sopra) va finalmente a regolare la realtà del desiderio, che in se stessa sarebbe priva di limiti e di forma. Ma forse le relazioni sociali, come le produzioni del desiderio, non hanno bisogno di essere governate da un ordine trascendente.

Forse – senza che ciò scongiuri in anticipo né i conflitti sociali violenti né le derive della follia – le macchine sociali come le macchine desideranti hanno in loro stesse le forze, informalmente organizzate, che ne garantiscono la sussistenza.

ISBN: 978-88-6548-98-4
PAGINE: 168
ANNO: 2014
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Economia e lavoro, Filosofia
Autore

Paolo Godani

Paolo Godani, ricercatore di Filosofia all’Università di Macerata, è autore di: Deleuze (Carocci 2009), Bergson e la filosofia (ETS 2008), L’informale. Arte e politica (ETS 2005), Estasi e divenire: un’estetica delle vie di scampo (Mimesis 2001).
RASSEGNA STAMPA

Senza padri: un'introduzione (Commonware)

Su Commonware, un estratto dal libro di Paolo Godani, "Senza padri" – da Commonware.org, 23 maggio 2014

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Alla ricerca del padre perduto? No

Sulla rivista «Quaderni d'altri tempi» la recensione di Antonio Iannotta al libro di Paolo Godani “Senza padri” – da «Quaderni d'altri tempi», n° 51, 8 ottobre 2014

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La misura economica del piacere («Il manifesto»)

Sul «manifesto» la recensione di Mauro Trotta al libro di Paolo Godani, “Senza padri” – da «il manifesto», 27 settembre 2014

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Senza padre («Doppiozero»)

Su «Doppiozero» la recensione di Paolo Gervasi al saggio “Senza padri”, di Paolo Godani – 9 aprile 2015

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