Storie di volti e di parole

Il mondo vortica in un caleidoscopio di volti, posture, parole

Silverio Novelli

Storie di volti e di parole

Prefazione di Silverio Novelli

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Racconti di Luigi Ananìa seguiti dalle annotazioni psicolinguistiche di Nicola Boccianti

Storie di volti e di parole
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Luigi Ananìa è un autore che scrive libri pericolosi. Che cosa si vede, se ci si sporge «dal cornicione dell’assurdo»? Più che vedere, si percepisce il vuoto che contiene tutte le storie e forse tutta la Storia. Lo scrittore sa la presenza del non senso, fissa lo sguardo nel vuoto e prova a mettere a fuoco se non vi sia qualcosa o qualcuno che quel non senso possa rovesciare. In questo libro, nato dalla collaborazione con Nicola Boccianti, l’io narrante desidera il permanente al di là della vetrofania di impermanenze.

Ma il mondo vortica in un caleidoscopio di volti, posture, parole che si scompongono, sovrappongono, riuniscono, tendendo a una fusione che traccia un orizzonte degli eventi minaccioso. Come un acrobata, il narratore avanza addomesticando la paura attraverso la malìa e lo stupore. Nel mentre, si fa antropologo, psicografo (regista il soma per ricavarne lo psichico), rabdomante dei palpiti di umanità: si vede che è avido di senso e di amore, ne va ostinatamente alla ricerca; racconta di peregrinazioni nevrotiche, vagabondaggi, strade cercate e strade smarrite.


Un assaggio

Guardando la guerra
Montalcino, 2003 (guerra in Iraq)

Ho una bella moglie e una figlia che è un tesoro. Da un po’ di giorni è scoppiata la guerra. Ho trovato il modo di passare il tempo; accendo il mio televisore tedesco e guardo le bombe che cadono e le case che si frantumano. Se mi giro a sinistra vedo una grande finestra a volta e un prugno che fiorisce al sole. Davanti allo schermo posso provare pietà per i volti e gli intonaci che si sfaldano. La sera dell’invasione camminavo nel cortile e guardavo i riflessi viola nella luce del tramonto; poi ho visto il salone e gli stessi riflessi che inondavano il televisore per l’esplosione di un palazzo; sul bordo dello schermo correvano bambini scalzi. Una madre che inveiva al mondo mi offriva l’indignazione che trasferivo sull’ambiente. Poi guardavo mia figlia che si alzava sulla carrozzina e intanto mi beavo degli splendidi congegni che alla vigilia dell’invasione un elettricista aveva applicato sul televisore.
Dietro al video erano inseriti degli accessori che si azionavano se la scena lo esigeva. Come aveva spiegato l’elettricista traspirando per l’entusiasmo ogni congegno percepiva lo spirito di quel che accadeva nel video. Al momento dell’esplosione un bar si apriva sul lato destro ed esponeva un vino adeguato allo scenario; poi un’asta di metallo annunciava un adagio del Seicento mentre le scene proseguivano in dissolvenza. Sorseggiando il vino consigliato, un borgogna del novantanove, guardavo la gente che fuggiva, i pavimenti che volavano come rondini variopinte e le bocche che si aprivano come ellissi di vuoto. Mia moglie intanto si truccava, indossava una gonna viola e grazie al mio nuovo equilibrio facevamo l’amore a cadenza.
La guerra mi dava il tempo. La cena su stoviglie a fiori precedeva l’amore e il sonno. Se mi alzavo per un residuo d’inquietudine guardavo le ultime cronache della devastazione. Una notte mi sono svegliato per un sogno di tre figuri che passavano davanti la finestra e ho visto sullo schermo una schiera di palazzi sventrati; nelle camere spioventi sul nulla individui bronzei si agitavano in cerchi concentrici.
Uscii con il mio cane e mi accorsi che albeggiava e che un capriolo mangiava i germogli della mia vigna; quando ci vide saltò e sembrò infrangersi nell’aria; poi sparì nella luce dell’alba e io sentii un gran senso di vuoto mentre il mio cane rimase con lo sguardo meravigliato sulla linea dell’orizzonte.

ISBN: 9788865481745
PAGINE: 126
ANNO: 2016
COLLANA: Narrativa
TEMA: Cultura materiale
Autori

Nicola Boccianti

Nicola Boccianti lavora a Roma come psichiatra e psicoterapeuta. Nel 1994 ha contribuito all'opera collettiva La realtà psicotica (Bollati Boringhieri) e nel 2012 ha curato l'intervento Perché la psiche non si perda nell'adesso nel volume Pixel (DeriveApprodi).

Luigi Ananìa

Luigi Ananìa scrive racconti e fa vino rosso. Presso l'azienda viti-vinicola La Torre produce Rosso e Brunello di Montalcino.
RASSEGNA STAMPA

Storie di volti e di parole @Squadernauti

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