Teoria del drone

Un saggio appassionante tra filosofia e strategia militare

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Principi filosofici del diritto di uccidere

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«Cazzo, che bel bersaglio! Provo a passare da dietro e li faccio fuori». Non è un cecchino a parlare dal tetto di un edificio, ma qualcuno comodamente seduto alla base militare di Creech, in Nevada. Sta pilotando un drone Predator che si appresta a lanciare un missile Hellfire su un gruppo di persone sospette in Afghanistan.
Con i droni, tra il grilletto sul quale poggia il dito e la canna da cui uscirà il proiettile ci sono migliaia di chilometri. Una distanza che rimette in discussione la stessa idea di guerra: che cos’è infatti un combattente che non combatte? Dov’è finito il campo di battaglia? Si può ancora parlare di guerra, quando il rischio non è simmetrico? Quando interi gruppi umani sono ridotti allo stato di mero bersaglio?
Nella guerra a distanza, poco importa che siano macchine a uccidere esseri umani, l’importante è che lo facciano in modo umano. Eppure dietro l’apparente umanità della morte per droni non poche sono le questioni etiche, psicologiche e soprattutto giuridiche che vi si celano.
La guerra dei droni, più che un paradigma militare, sembra imporre quello di una «caccia all’uomo». Per Grégoire Chamayou, attraverso le trasformazioni delle tattiche e delle tecnologie militari, si tratta allora di portare avanti un’analisi delle odierne mutazioni della sovranità e una critica del diritto a uccidere come fondamento del nuovo militarismo democratico.


Un assaggio

«Se la “guerra dei droni” non è più esattamente una guerra, a quale “stadio della violenza” corrisponde? Il tentativo di sradicamento di ogni reciprocità nell’esposizione alla violenza nelle ostilità riconfigura non solo la condotta materiale della violenza armata, tecnicamente, tatticamente, psichicamente, ma anche i principi tradizionali di un ethos militare ufficialmente fondato sul coraggio e lo spirito di sacrificio. Considerato con il metro delle categorie classiche, il drone apparirebbe come l’arma del vigliacco. Ciò non impedisce ai suoi difensori di proclamarla l’arma più etica che l’umanità abbia mai conosciuto. Operare questa conversione morale, questa trasmutazione dei valori è il compito al quale si dedicano oggi i filosofi che operano nel piccolo campo dell’etica militare. Il drone, dicono, è l’arma umanitaria per eccellenza. Il loro lavoro discorsivo è essenziale per garantire l’accettabilità sociale e politica di quest’arma. In questi discorsi di legittimazione, gli “elementi linguistici” tipici dei mercanti d’armi e dei portavoce delle forze armate vengono riciclati, attraverso rozzi processi di alchimia discorsiva, in principi orientativi di una filosofia etica di nuovo genere – una “necroetica”, della quale è urgente fare la critica. Ma l’offensiva avanza anche, e forse soprattutto, sul terreno della teoria giuridica. La “guerra senza rischio”, della quale il drone costituisce senza dubbio lo strumento più compiuto, mette in crisi i principi metagiuridici costitutivi del diritto di uccidere in guerra. Sullo sfondo di questa destabilizzazione fondamentale si formulano progetti di ridefinizione del potere sovrano di vita e di morte. Si tratta di far posto a un diritto all’“assassinio mirato”, a costo di far saltare in aria, nel corso dell’operazione, le leggi dei conflitti armati. Ma non è tutto. Inventando il drone armato, si è anche, quasi senza saperlo, scoperta un’altra cosa: una soluzione alla contraddizione centrale che rodeva dall’interno, da molti secoli, la teoria moderna della sovranità politica nella sua dimensione guerriera. La generalizzazione di un’arma simile implica tendenzialmente un mutamento delle condizioni di esercizio del potere di guerra e specificamente nel rapporto dello Stato verso i suoi soggetti. Avremmo torto a ridurre la questione delle armi alla sola sfera della violenza esterna. Che cosa comporta, per una popolazione, diventare soggetti di uno Stato-drone?».

ISBN: 978-88-6548-094-6
PAGINE: 224
ANNO: 2014
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Carcere e nuove punitività, Guerra e geopolitica
Autore

Grégoire Chamayou

Grégoire Chamayou è ricercatore di Filosofia al CNRS di Lione. È l’autore di Cacce all’uomo (manifestolibri 2010) e di Les corps vils (La Découverte 2008).
RASSEGNA STAMPA

L'era delle armi senza corpi

Sul domenicale del «Sole 24 ore», la recensione di Sergio Luzzatto al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Il sole 24 ore | Domenica», 23 marzo 2014

 

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Nessuno muore eccetto il nemico («L'Unità»)

Su «l'Unità», anticipazione del libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – 25 marzo 2014

 

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Sorvegliare e annientare (Dinamo Press)

Su «Dinamo Press» una recensione di Valerio Renzi al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Dinamo Press», 31 marzo 2014

 

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La guerra senza sacrifici («Il manifesto»)

Sul «manifesto», commento di Marco Bascetta a partire dal libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Il manifesto», 1 aprile 2014

 

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L'ipocrisia umanitaria del complesso militare-digitale («Il manifesto»)

Sul «manifesto» la recensione di Benedetto Vecchi al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «il manifesto», 1 aprile 2014

 

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Kill Box

Su «Commoware», un estratto del libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – cap. 6 "Kill Box" – 4 aprile 2014

 

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Dietrologia dei droni («Pagina 99»)

Su «Pagina 99 – Weekend» la recensione di Alessandro Leogrande al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Pagina 99», 12 aprile 2014

 

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Droni e filosofia («The Post internazionale»)

Su «The Post internazionale» la recensione di Gian Maria Volpicelli al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «The Post internazionale», 19 aprile 2014

 

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da Mondoinpace.it

Sulla rivista «Mondo in pace» la recensione al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «mondoinpace.it», 6 maggio 2014

 

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Teoria del drone su «Doppiozero»

Sulla rivista online «Doppiozero», la recensione di Marco Belpoliti al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Doppiozero», 12 maggio 2014

 

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Addio alle armi e agli eroi: bastano i droni («Il Venerdì»)

Sul «Venerdì» la recensione di Massimiliano Panarari a "Teoria del drone", di Grégoire Chamayou – da «Il Venerdì di Repubblica», 30 maggio 2014

 

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Principi filosofici del diritto di uccidere («Il Nodo di Gordio»)

Sulla rivista di geopolitica «Il nodo di Gordio», la recensione al libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «Il nodo di Gordio», Anno III - Num. 5, maggio 2014 

 

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Per combattere la guerra dei droni si può imparare anche dal footbaall («La Stampa»)

Recensione di Marco Belpoliti al saggio di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – da «La Stampa – Tuttolibri», 7 giugno 2014

 

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Ethos del drone e trasformazioni nell'arte della guerra («Psychiatryonline»)

Su «psychiatryonline.it» la recensione di Fabio Milazzo a “Teoria del drone”, di Grégoire Chamayou – 30 settembre 2014

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Teoria del drone su RSI (Radio Televisione Svizzera)

Sulla Radiotelevisione svizzera (RSI) una recensione radiofonica del libro di Grégoire Chamayou, "Teoria del drone" – 7 gennaio 2015

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