Una notte da entraîneuse

«35 racconti per conoscere lavori che pochi conoscono»

Una notte da entraîneuse

Lavori, consumi, affetti narrati da una reporter infiltrata

Una notte da entraîneuse
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Come ci si ritrova a fare l’entraîneuse dopo aver risposto a un innocuo annuncio di lavoro? Come si trova l’anima gemella in un’agenzia matrimoniale? Da chi si va per comprare una casa da cinque milioni di euro? Cosa vede in una settimana un chirurgo estetico? Come lavora una cameriera in un prestigioso hotel di lusso milanese? Queste sono le domande che la giornalista Mariangela Mianiti si è posta prima di calarsi nei panni di un’aspirante accompagnatrice, di un’inconsolabile single, di una ricca ereditiera, di una donna che non si piace, di una cameriera professionista…
35 racconti per descrivere quei lavori di cui tutti parlano ma che pochi davvero conoscono: l’accompagnatrice, il venditore, l’agente matrimoniale, il mago, l’operatore telefonico di un call center, il commesso di un sex shop… L’Italia degli ultimi dieci anni vista con gli occhi del lavoro precario, dell’affetto precario, del consumo precario. Una giornalista assume di volta in volta una diversa identità immaginandosi ricca, povera, sola, desiderosa di compagnia o accompagnatrice volontaria; bella, brutta, disperata o di buona famiglia… Ne emerge un ritratto completo delle trasformazioni sociali e culturali vissute dal nostro paese negli ultimi dieci anni. Corruzione, oltraggio, servitù sono i tratti caratteristici del lavoro atipico. Miseria, povertà, sofferenza sono gli attributi delle relazioni affettive.
Un caleidoscopio per raccontare situazioni all’apparenza paradossali ma che sempre di più assumono i crismi della vera normalità.


Un assaggio

Tutto è cominciato da un’inchiesta sul lavoro. Mi sono finta disoccupata e ho cercato tra gli annunci, tanti, che offrono di tutto. Qualche esempio: «Abbisognaci ambosessi per facile lavoro fisso continuativo», «Ottimi guadagni offresi», «Leader cercasi con buona attitudine e tenacia». Ce ne sono di chiari, vaghi, sibillini, generici. Sotto la voce «Altre offerte» scelgo: «Cercasi signore-ine di bellissima presenza per lavoro serale in discoteca e night-club, disco bar, retribuzione mensile lire 3.500.000. Presentarsi a…» e segue nome, indirizzo e telefono di un’agenzia di Milano. Mi presento
La via è anonima e semiperiferica, il palazzo decoroso, sul citofono si trova subito il nome dell’agenzia. Salgo ed entro in un appartamento arredato senza pretese, ficus all’ingresso, riproduzioni di quadri alle pareti, periodici popolari
Mi riceve un cinquantenne che sta parlando con una ragazza polacca molto bella, grande seno, gambe lunghe. Lui è pallido, ha i capelli grigi e porta un vistoso anello d’oro al mignolo destro. Mi chiede se ho capito di che lavoro si tratta. Dico di no e lui comincia a spiegare
«Devi lavorare nei piano bar o nei night. Le discoteche non ti convengono perché ti affatichi molto, devi ballare senza interruzione e lavori solo due, tre sere a settimana. Qui invece è più semplice perché devi intrattenere i clienti chiacchierando». Affronta il punto cruciale: «Mi raccomando, questa è una cosa seria, non si va a letto con i clienti: è vietatissimo. Fuori puoi fare quel che vuoi, nel locale no»
Non è per questioni morali, ma per convenienza economica. Infatti aggiunge: «Il tuo compito è stare al tavolo con i clienti e farti offrire da bere più che puoi. Il locale guadagna sulle consumazioni e se ti apparti perdi tempo e denaro. È molto importante che resti sobria sennò finisci sotto il tavolo dopo due drink. Ordina solo succhi di frutta, tè o analcolici. Lo champagne, a meno che non te lo vogliano proprio offrire, non ti conviene». E svela il meccanismo delle provvigioni. Ogni consumazione che ti è offerta costa al cliente 30.000 lire, a te va una percentuale di mille. Su una bottiglia di champagne ne prendi 3500, ma di solito la ordinano se si è più di due perché al cliente costa dalle 200 alle 600 mila lire. In questo caso al tavolo ci sarebbero altre ragazze e dovresti dividere con loro la percentuale: non è conveniente. Quando prendi champagne sgasalo così le bollicine non ti danno alla testa»
E per il compenso
«Sono tre milioni fissi al mese, più le percentuali che in genere arrivano a mezzo milione al mese. Il compenso ti viene dato ogni 15 giorni e ovviamente non sono retribuite le assenze»
L’orario
«Sei giorni su sette. Per i piano bar dalle dieci di sera alle tre del mattino, per i night dalle undici alle quattro».

ISBN: 88-88738-61-4
PAGINE: 160
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Debito e crisi, Donne e femminismi, Economia e lavoro
Autore

Mariangela Mianiti

Mariangela Mianiti, nata a Parma, vive e lavora a Milano. Studi classici, diploma in pianoforte, giornalista per caso, ha lavorato per radio e carta stampata. Attualmente collabora con varie testate, fra cui «Diario» e «Amica». Nel 2003 ha vinto il premio «Cronista dell’anno» con l’inchiesta «Quindici giorni da cameriera».

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