Vacche sacre e mucche pazze

«Il diritto al cibo contro le multinazionali nel sistema globale»

Vacche sacre e mucche pazze

Il furto delle riserve alimentari globali

Vacche sacre e mucche pazze
€10,20
€12,00
Lista dei desideri

Il diritto all’autoproduzione, a consumare in base alle priorità culturali e a criteri di sicurezza, é stato reso illegale dalle nuove regole del commercio globale. Al contrario, il diritto delle multinazionali a imporre cibi nocivi é stato generalizzato. Il diritto al cibo, alla sicurezza alimentare e alla difesa della propria cultura é considerato una limitazione al commercio estero.
Un totalitarismo alimentare che può essere bloccato solo da una democratizzazione dei sistemi di produzione e di consumo dei beni alimentari. Dobbiamo riprenderci il diritto alla conservazione dei semi e della biodiversità. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie. Occorre fermare il furto delle multinazionali a danno dei poveri e della natura, poiché la democrazia alimentare è al centro dell’agenda politica del nostro immediato futuro.


Un assaggio

Dalle molte questioni di cui mi sono occupata negli ultimi due decenni come intellettuale impegnata e ambientalista militante, ho tratto la convinzione che l’economia industriale chiama crescita quella che in realtà è una forma di furto ai danni delle popolazioni e della natura
È vero che il taglio delle foreste e la destinazione di quel terreno alla monocoltura del pino o dell’eucalipto da impiegare come materie prime industriali produce un reddito e fa aumentare la crescita. Ma questa crescita si basa sulla rapina della biodiversità delle foreste e della loro capacità di preservare il suolo e l’acqua. Una rapina consumata ai danni delle comunità indigene, che dalle foreste traggono cibo, foraggio, combustibile, fibre, erbe medicinali e protezione da inondazioni e siccità
Alcuni ambientalisti ammettono che trasformare una foresta naturale in monocoltura è un impoverimento, ma molti di essi non credono che questo valga anche per l’agricoltura su scala industriale. Le multinazionali hanno creato il mito, condiviso dalla maggior parte degli ambientalisti e delle organizzazioni per lo sviluppo, che l’agricoltura industriale è necessaria per aumentare la produzione di cibo e ridurre la fame nel mondo. Molti credono che l’agricoltura industriale, intensiva, riduca l’uso delle risorse e salvi quindi le specie. Ma in agricoltura come nella gestione delle foreste, l’illusione della crescita nasconde il furto operato ai danni della natura e dei poveri, e fa apparire come crescita quella che in realtà è creazione di scarsità
Questi furti sono iniziati con l’economia globalizzata. Il completamento dell’Uruguay Round per la revisione del General Agreement on Tariffs and Trade (Gatt) nel 1994 e la costituzione del World Trade Organization (Wto) hanno istituzionalizzato e legalizzato la crescita delle multinazionali basata sul furto dei raccolti, operato ai danni della natura e delle popolazioni locali. Il Protocollo del Wto chiamato Trips (Trade Related Intellectual Property Rights) criminalizza chi mette da parte i semi per ripiantarli l’anno successivo e spartirli con i vicini, mentre un altro Protocollo dello stesso Wto – quello intitolato AoA, Agreement on Agriculture – legalizza l’esportazione sottocosto dei cibi geneticamente modificati da parte dei paesi ricchi verso quelli poveri e criminalizza le attività rivolte a proteggere la diversità biologica e culturale, su cui si basano i sistemi alimentari propri dei diversi paesi
Il movimento anti-globalizzazione creatosi attorno al Gatt è cresciuto enormemente. I miei amici del Third World Network – a partire da Chakravarty Raghavan – e le persone meravigliose dell’International Forum on Globalization costituiscono una comunità creativa e coraggiosa, che ha osato mettere in discussione la globalizzazione quando la storia sembrava essere giunta alla sua fine. In tutto il mondo, invece, sono emersi movimenti di cittadini contro l’ingegneria genetica e il controllo delle multinazionali sull’agricoltura, che hanno avanzato obiezioni su tutti gli aspetti piccoli e grandi della produzione e del commercio dell’ingegneria genetica. In occasione dell’incontro di Saint Louis sulla biodevastazione, dei referendum sull’ingegneria genetica tenutisi in Svizzera e in Austria, della campagna per una moratoria quinquennale sul commercio dei prodotti geneticamente modificati lanciata in Gran Bretagna, ho lavorato insieme ad alcune delle persone più creative e coraggiose dei nostri tempi, che hanno sfidato i colossi delle multinazionali cambiandone il destino. Multinazionali che hanno trasformato molti governi in bambocci e hanno creato istituzioni come il Wto a loro unico vantaggio devono ora rendere conto del proprio operato a semplici cittadini.

ISBN: 88-88738-50-9
PAGINE: 176
ANNO: 2004
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Ambiente
Autore

Vandana Shiva

Vandana Shiva, scienziata e ambientalista militante, è autrice di numerosi saggi su agricoltura, sostenibilità ambientale e produzione alimentare. Tra le sue pubblicazioni più recenti in lingua italiana: Le guerre dell’acqua (Feltrinelli 2003), Il mondo sotto brevetto (Feltrinelli 2002) e Campi di battaglia (Edizioni ambiente 2001).

STESSO TEMA